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Roma – Uno chauffeur per la ‘zarina’ dei vigili. Sulle corsie preferenziali senza autorizzazioni

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All’aeroporto e in ufficio a bordo dell’auto di servizio della municipale. La funzionaria, Raffaella Modafferi, era già stata al centro di dure polemiche per il cane che portava in ufficio. A giugno fu indetta un’assemblea di tutto il VII gruppo per protestare contro la dirigente.

Parcheggia all’aeroporto, va in ufficio con l’autista e passa per le preferenziali. Un ennesimo, deprimente, esempio di malcostume che sconfina nel codice penale. Protagonista: Raffaella Modafferi, classe 1955, contestatissima dirigente del VII gruppo della Polizia Roma Capitale, immortalata in queste immagini durante una serie di violazioni del codice stradale, della deontologia professionale ma soprattutto delle regole (ribadite più volte in una serie di note dell’amministrazione comunale) sull’impiego dell’auto di servizio.

I comandanti dei vigili urbani, infatti, dovrebbero raggiungere l’ufficio con i loro mezzi e utilizzare le macchine di istituto esclusivamente per motivi di servizio, pena un’accusa di peculato. Non basta: il rispetto del codice stradale dev’essere ferreo e le violazioni sono autorizzate esclusivamente per gravi emergenze (un intervento urgentissimo, un pedinamento, l’inseguimento di un veicolo) con i lampeggianti e le sirene accese e dopo aver ottenuto l’autorizzazione della sala operativa. Le foto scattate in due riprese, il 6 e il 27 agosto scorso, dimostrano che, per Raffaella Modafferi, queste regole non valgono.

La dirigente, che abita fuori Roma, infatti, si fa aspettare abitualmente dal suo autista, in abiti civili alla guida di una Punto bianca, all’aeroporto di Ciampino, dove parcheggia la sua Audi “A 3”. Come abbia ottenuto il permesso (un tagliando ambitissimo, che viene negato anche a poliziotti, finanzieri e carabinieri in servizio allo scalo) resta un mistero ma sta di fatto che, una volta posteggiato, la funzionaria sale sull’auto civetta che, a volte, utilizza anche per trasportare la spesa (una foto la ritrae mentre depone un grosso cesto di frutta nel bagagliaio). La sera, ovviamente, sarà riaccompagnata a Ciampino dall’autista, ormai trasformato chauffeur personale.

Lungo il tragitto verso via Palmiro Togliatti 985, sede del VII gruppo, la Audi imbocca la corsia preferenziale anche se, in pieno agosto, il traffico non è certamente un grosso problema. L’autista sistema la “moffola”, il lampeggiante, sul tettuccio della Audi ma evita di accenderla. La macchina raggiunge il parcheggio interno e resta nel posto riservato alla comandante che, la sera, ripete lo stesso percorso all’inverso. Nessuna giustificazione possibile: una nota del comando del corpo, già nel 2007, ricordava testualmente “una sentenza della Cassazione secondo cui l’uso improprio dell’auto di servizio rientra nella tipica configurazione del peculato d’uso (articolo 314 II c del codice penale) mentre il distoglimento dell’autista dalle sue funzioni di esecutore di un servizio pubblico implica il reato di peculato di cui al comma I dello stesso articolo).

E ancora: già nel 2001 lo stesso comando di via della Consolazione ribadiva che “i veicoli in dotazione al Corpo potranno circolare nelle corsie preferenziali solo in casi inderogabili e urgenti connessi a evidenti esigenze di servizio”. Delle infrazioni al codice (nota del 17 maggio 2012) “sono personalmente responsabili i conducenti e le eventuali sanzioni pecuniare saranno loro addebitate” anche in caso di decurtazione dei puntipatente.

Già in passato, Raffaella Modafferi (ribattezzata dai subordinati “Zarina”) era stata al centro di dure polemiche: la dirigente, madre di due figli entrambi vigili urbani, andava in ufficio col suo cane, Wolly, senza guinzaglio nè museruola. Contro la comandante, il 7 giugno scorso, sono insorti tutti i rappresentanti sindacali con un’assemblea che ha coinvolto l’intero organico del VII gruppo. “Una vicenda desolante, un messaggio di disistima per i cittadini che coinvolge tutta la Polizia locale – è il duro commento di Mauro Cordova, presidente dell’Arvu – l’illecito sarebbe stato grave se commesso da un semplice vigile ma in questo caso è gravissimo e mi auguro che il comandante Buttarelli prendano i giusti e severi provvedimenti”.

 

Fonte:  roma.repubblica.it

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