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Campobassani indisciplinati e insolventi: in cinque anni pagata solo una multa su 6

Il comandante della Municipale del capoluogo Primiani tira fuori i numeri relativi alle infrazioni al codice della strada evidenziando l’insolvenza dei multati: «stiamo cercando di riscuotere multe che risalgono al 2007 per non far scadere i 5 anni della prescrizione. Ad oggi, su 3507 ordinanze ingiuntive, ne sono state pagate solo 606, per un incasso di poco superiore ai 57mila euro. E’ una miseria rispetto a quello che dovrebbe entrare nelle casse comunali, e un fardello per chi doveva pagare a suo tempo e oggi, probabilmente, si trova in difficoltà a pagare anche un importo non troppo elevato».

Indisciplinati e, soprattutto, pessimi pagatori. L’universo degli automobilisti campobassani, quello fatto di multe e infrazioni al codice della strada dove spiccano su tutto le contravvenzioni per parcheggi fatti ‘alla meno peggio’, parla soprattutto di scarsa volontà a riconoscere l’errore e quindi poi a pagare le multe elevate: la media delle infrazioni regolarmente pagate, anche a distanza di anni, non supera un cittadino su cinque che mette mano al portafogli e salda il conto con l’amministrazione comunale. E in tempo di crisi tutto diventa più difficile: passano i mesi, passano gli anni, e quindi arrivano le ingiunzioni maggiorate rispetto alla multa originaria, «ma c’è chi di soldi non ne tira fuori comunque, piuttosto accetta il pignoramento». Ecco perché, nel 2012, su oltre 3000 ingiunzioni che risalgono al 2007 ne sono state pagate solo 606: una su cinque, o giù di lì. 

Per alcuni si tratta di un malcostume ormai consolidato negli anni, per altri una vera e propria impossibilità a pagare senza dovere rinunciare a qualche bene primario. Ma le infrazioni ci sono e sono tutte nero su bianco nei nutriti faldoni della polizia municipale del capoluogo, costretta nel 2012 ancora a rincorrere i pagamenti di violazioni al codice della strada commesse nel 2007: «Succede sempre così, – spiega il comandante della municipale Franco Primiani – nessuno paga per le infrazioni commesse e all’approssimarsi del quinto anno dall’elevazione della multa siamo costretti a inviare decreti ingiuntivi per evitare la prescrizione, e quindi l’omissione di atto d’ufficio». Capita a tutti, prima o poi, di ritrovarsi una sgradita multa appiccicata al parabrezza. Ma, a Campobasso, capita molto meno spesso che ci si metta l’anima in pace e si provveda a saldare il conto entro i 60 giorni previsti dalla legge, termine che se scaduto fa scattare immediatamente il raddoppio dell’importo più gli interessi. Ci si prova, in sostanza, fino all’ultimo a non pagare e a farla franca. Ma poi così, in una città di medie dimensioni come Campobasso, non è: si viene sistematicamente raggiunti dall’ingiunzione di pagamento dopo qualche anno e, in tempi di crisi come quelli attuali, quelle poche decine di euro provate a risparmiare con una furbata ora si scoprono pesantissime.

Un trend che mette in serie difficoltà la stessa amministrazione comunale, costretta a rincorrere i pagamenti a anni di distanza. Un rincorrere che oggi, dopo la rescissione del contratto tra il Comune e Esattorie Spa, avviene addirittura di persona: ogni ambito provvede al proprio recupero crediti, non c’è nessuna società esterna che lo fa come in passato, e le grane sono ancora maggiori: «In questi giorni – continua il comandante Primiani – stiamo cercando di riscuotere multe che risalgono al 2007 per non far scadere i 5 anni della prescrizione. Ad oggi, su 3507 ordinanze ingiuntive, ne sono state pagate solo 606, per un incasso di poco superiore ai57mila euro. E’ una miseria rispetto a quello che dovrebbe entrare nelle casse comunali, e un fardello per chi doveva pagare a suo tempo e oggi, probabilmente, si trova in difficoltà a pagare anche un importo non troppo elevato».

Già, il vero nodo della questione pare essere questo: a non pagare una multa ci provano un po’ tutti con la speranza di farla franca, poi, a distanza di anni e soprattutto in piena crisi generale, ci si ritrova la vecchia multa da pagare nella cassetta della posta con lo stipendio che non basta ad arrivare a fine mese. «Il problema attuale, riscontrato in maniera sensibile negli ultimi anni, è che la gente ha difficoltà a pagare e non si spaventa nemmeno davanti a un ingiunzione.

Noi, dal canto nostro, da quando non ci affidiamo più a Esattorie Spa per il recupero crediti, applichiamo i tassi di interesse minimi previsti dalla legge: questo vuol dire che chi non ha pagato una multa, il cui importo raddoppia dopo i 60 giorni, a distanza di cinque anni ha solo cinque o sei euro di interessi ulteriori. Ma la difficoltà a pagare rimane, c’è chi preferisce il pignoramento. E sta diventando un vero problema». 

Il tutto, paradossalmente, sarebbe addirittura potuto andare anche peggio: la polizia municipale del capoluogo è passata in pochi anni da 85 unità a sole 49, quasi la metà, quindi di multe se ne fanno ovviamente meno che in passato: «Il nostro personale è molto sottodimensionato rispetto alle unità che ci occorrerebbero. Dal 1 gennaio 2012 al 15 giugno scorso abbiamo inserito 6626 verbali e incassato circa 254mila euro. Quando avevamo oltre 80 unità in servizio il bilancio annuale superava abbondantemente il milione di euro». Meno multe, ma meno soldi nelle casse del Comune perché meno soldi sono nei portafogli dei cittadini. Chi ha sbagliato lo sa, ma oggi, anche davanti a una ingiunzione di pagamento, fa orecchie da mercante e magari mette a disposizione qualche pezzo d’arredamento di sua proprietà facendoselo pignorare.

Fonte: www.primonumero.it

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