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Codice stradale: art. 154, si usa (male) e nessuno lo conosce

L’automobile, si sa, è ormai entrata a far parte del nostro quotidiano come un qualsiasi altro oggetto: l’orologio, un paio d’occhiali, il telefono cellulare e chi più ne ha più ne metta. C’è però un “piccolo” particolare che la rende “leggermente” diversa dagli altri, un particolare che, ahimé, troppo spesso dimentichiamo: con l’automobile si uccide e si muore!!! Il legislatore, nel redigere il Codice della Strada, ha cercato, nei limiti delle umane possibilità, di prevedere tutte le fattispecie possibili riguardo i comportamenti umani alla guida di un veicolo, ma è noto che la fantasia non ha limiti, come del resto l’imprevedibilità. Ci sono tuttavia degli articoli che potremmo considerare dei “punti fermi” il rispetto dei quali comporterebbe un notevole passo avanti nella tutela della nostra e altrui sicurezza. Cercheremo di volta in volta di valutarli e oggi, abbiamo deciso di parlare di uno di questi articoli che, se rispettato alla lettera, farebbe senz’altro salire notevolmente il livello dell’automobilista italiano nella graduatoria europea, (su quello attuale, è meglio stendere un pietoso velo…).

Il titolo con cui il Codice della Strada ci presenta l’art. 154 è: “Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre”. E’ indubbio che i conducenti che vogliano effettuare delle manovre diverse dal proseguire diritti, che si tratti di accostare e fermarsi, svoltare, immettersi in corsia o altro, debbano segnalare la manovra; ora, a giudicare dalle segnalazioni (….quando ci sono!), sembrerebbe che il caro, vecchio art. 154 sia davvero un “illustre sconosciuto”! O più semplicemente, un povero incompreso… Già, perché alla luce del disposto della lettera “b” del 1° comma, l’articolo in questione stabilisce che i conducenti di cui sopra devono “segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione”! Ora, che molti disdegnino del tutto la prima disposizione evitando proprio di “segnalare” e lasciando alle altrui capacità di intuito e alla (loro) fortuna, di evitare incidenti è cosa verificabile quotidianamente sulla strada; riguardo poi gli altri, fatta salva una “esigua” minoranza ligia al disposto, per buona parte dei rimanenti è su quel “sufficiente anticipo” che bisogna trovare un accordo! Per alcuni è “sufficiente” segnalare la manovra un solo secondo prima di iniziare, per esempio, una svolta, o di accostare, ma i veri campioni della segnalazione sono quelli che lo fanno “in tempo reale”, ovvero, nello stesso momento in cui effettuano la manovra!!! Certo, a quel punto non si capisce più se sia l’indicatore a segnalare la manovra o viceversa…! 

Non parliamo poi del cambio di corsia (vedi art. 176 2° comma lettera “C”)!!! Ora il problema è: cosa succede in caso di incidente? Stranamente, quando avviene un sinistro stradale, tutte le parti coinvolte sono esperte del Codice della Strada che conoscono a menadito e… tutte hanno segnalato “da almeno cento metri!!!” la manovra… Dimostrare una mancata o tardiva indicazione di manovra è in assoluto una delle più ardue imprese di chi voglia dimostrare di aver subito un danno per colpa di questa omissione. Nelle dinamiche di un incidente stradale convergono una molteplicità di fattori, di circostanze, di fatalità e talvolta, nell’immediato del post-evento, si è talmente frastornati da non riuscire a mettere a fuoco i pensieri e renderci conto della realtà; quella presente, ma peggio ancora di quella appena trascorsa, e il più delle volte, quando a tutto ciò si unisce la necessità di dimostrare quel che non è dimostrabile in modo inoppugnabile, come il semplice gesto di spostare per pochi centimetri una levetta posta dietro lo sterzo, quella “giustezza” cui è dedicata questa rubrica, va a farsi benedire. Quella che trionfa è ancora una volta la “Giustizia” che per non far torto a nessuno e salvare i diritti di tutti, se la cava con un….. “concorso di colpa”!

Come difendersi da tutto questo? Forse la cosa migliore, quando ci si mette al volante nella consapevolezza di trovarsi per strada con “tantissimi altri”, è tenere presente un pensiero del grande Albert: Einstein infatti  disse una volta: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho qualche dubbio….”.

Fonte: www.ilfaroonline.it

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