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Autovelox nascosti: la Commissione Trasporti ribadisce il no

La Commissione Trasporti di Montecitorio ha approvato tre risoluzioni che impegnano il Governo a garantire la legittimità degli autovelox

La IX Commissione permanente (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera ha approvato tre risoluzioni (7-00936 Toto, 7-00947 Crosio e 7-00950 Compagnon) che impegnano il Governo a garantire la legittimità del posizionamento degli autovelox. Per la cronaca, l’Esecutivo aveva espresso parere contrario.

TUTTO GIÀ SCRITTO –  Ma cosa deve fare, in concreto, il Governo? Deve rivalutare le indicazioni contenute nella circolare del 12 agosto 2010 del Dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno (la circolare Maroni). In particolare, l’articolo 25 della Legge 120/2010 ha previsto che i dispositivi e i mezzi tecnici di controllo finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme dell’articolo 142 del Codice della strada debbano essere collocati ad almeno un chilometro dal segnale stradale che impone il limite di velocità. La previsione normativa intende riferirsi unicamente ai casi in cui i dispositivi siano finalizzati al controllo remoto delle violazioni e cioè siano collocati ai sensi dell’articolo 4 della Legge 168/2002 e, perciò, non riguarda i casi in cui I’accertamento dell’illecito sia effettuato con Ia presenza di un organo di Polizia stradale. Naturalmente, l’obbligo di rispettare Ia predetta distanza minima esiste solo nei casi in cui il limite di velocità derivi dalla presenza di un segnale collocato sulla strada e, quindi, non trova applicazione nei casi in cui il limite di velocità sia generale per tipo di strada o sia riferito al particolare veicolo utilizzato. Viene inoltre evidenziato che, in ogni caso, trovano sempre applicazione le norme secondo cui le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, mediante l’uso di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi. Quindi, la Commissione Trasporti di Montecitorio ribadisce il no agli autovelox nascosti, quelli che possono anche essere definiti “trappole”, fermo restando che violare i limiti è un’infrazione grave.

RILEVATORI DI VELOCITÀ – Secondo una delle risoluzioni che impegnano il Governo, I’installazione sulle strade di tabelloni luminosi rilevatori di velocita in tempo reale dei veicoli in transito hanno ora la natura di segnali stradali, e non possono essere utilizzati come strumento per l’accertamento delle violazioni in materia di superamento dei Iimiti di velocità dei veicoli. Svolgono solo Ia funzione di indicare la velocita del veicolo che si approssima a essi, con un’evidente finalità di prevenzione di eventuali illeciti stradali. Per quanto riguarda le modalità di accertamento delle violazioni in materia di velocita, si conferma che gli operatori della Polizia municipale e della Polizia provinciale possono svolgere l’attività di accertamento soltanto mediante strumenti di loro proprietà o da essi acquisiti con contratto di locazione finanziaria o di noleggio a canone fisso. L’impiego di tale apparecchiature è riservato esclusivamente al personale dei corpi e dei servizi di Polizia locale.

QUESTIONE “ANTICA” – È un problema vecchio, che fa solo danni alla sicurezza stradale: da una parte, qualche Comune cerca di fare cassa con gli autovelox nascosti, per ripianare i debiti; dall’altra, c’è chi viaggia col piede pesante, lamentando sempre che gli Enti locali non rispettano la Legge in materia di autovelox. Alla fine, anziché pensare al vero obiettivo – far calare gl’incidenti -, si arriva a uno scontro fra gli amministratori e il popolo dei ricorrenti: l’auspicio è che questa risoluzione della Commissione Trasporti porti un po’ d’ordine in materia.

Fonte: www.sicurauto.it

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