Questo articolo è stato letto 1 volte

Autovelox: non occorre la taratura

La sentenza della Cassazione (sezione sesta civile) numero 15603 depositata il 17 settembre 2012 conferma un vecchio principio: gli autovelox non sottoposti a controlli di taratura sono regolari.

BASTA L’OMOLOGA – “In tema di sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada – recita la Cassazione -, le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall’articolo 142 del Cds, non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla numero 213 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura”. Quindi, sì all’omologa (e ci mancherebbe pure che non fossero omologati), ma niente obbligo di periodica taratura. Il motivo? Semplice: “Tale sistema di controlli – dicono gli ermellini – attiene alla materia metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie (vedasi anche la sentenza della Cassazione del 24 aprile 2010 numero 9846)”.

TOLLERANZA – Piazza Cavour ribadisce che, per gli accertamenti della velocità, qualunque sia l’apparecchiatura utilizzata, al valore rilevato sia applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Nella riduzione è compresa la tolleranza strumentale. Non possono essere impiegate, per l’accertamento dell’osservanza dei limiti di velocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al 5%. Tolleranza che va applicata ai fini delle multe per chi ha il piede pesante.

STORIA PARTICOLARE – La questione della taratura è molto strana. Nel 2005, come spiega Maurizio Caprino sul blog Strade sicure, in assenza di leggi nazionali o direttive europee specifiche, i ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno concertarono un’interpretazione per uscire dall’assedio di un contenzioso che rischiava di travolgere loro e i Comuni dotati di misuratori di velocità. Con un paio di circolari, confermarono che non esiste alcun obbligo legale di taratura, ma stabilirono la prassi secondo cui gli apparecchi vanno tarati solo quando si vuole utilizzarli in modalità automatica (cioè senza il presidio di agenti). Il tutto dovuto al fatto che non c’erano abbastanza laboratori accreditati a fare tutte le tarature, che sono le uniche operazioni con le quali possono essere scoperti i minimi scarti di misura dovuti a quelle piccolissime deformazioni o ad altre cause impercettibili. Insomma, nessun obbligo di taratura, ma una prassi (a certe condizioni della Polstrada): bizzarro, no?

 
 
 

Fonte: www.sicurauto.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *