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Milano – Accattonaggio, sgominato il racket dalla Polizia locale

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Sfruttati, picchiati, minacciati, ridotti alla fame, costretti a mendicare accentuando il proprio handicap per portare a casa tra i 35 e i 50 euro al giorno. Sono 32 gli “schiavi” liberati questa mattina dagli agenti della Polizia Locale in un blitz nell’area occupata da un gruppo di nomadi in via Calchi Taeggi, in zona Bisceglie, al termine di una lunga e complessa indagine scattata lo scorso autunno per contrastare il racket dell’accattonaggio.
Gli uomini del comandante Tullio Mastrangelo, coordinati dal pm della Dda milanese, Antonio Sangermano, sono riusciti così a sgominare un’organizzazione criminale composta da 12 nomadi di etnia rom, accusati di tratta e riduzione in schiavitu’ e associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalita’, dall’essere più di 10 persone e nei confronti di portatori di disabilita’. Delle 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip, Simone Luerti, per il momento ne sono state eseguite soltanto due, di cui una notificata in carcere. I restanti 10 aguzzini, garantiscono gli inquirenti, verranno raggiunti nelle prossime ore. Gli investigatori hanno calcolato un giro d’affari pari a qualche milione di euro l’anno, accumulati grazie allo sfruttamento di un centinaio di “accattoni” distribuiti tra i vagoni della metropolitana, agli incroci delle strade (in particolare in zona Lorenteggio) e alle uscite delle tangenziali. Le 32 vittime liberate all’alba di questa mattina sono gia’ state trasferite in una struttura di emergenza sociale della Protezione Civile.

 

I nuovi “schiavi”, tutti rom dai 20 fino ai 75 anni, venivano venduti dalle stesse famiglie agli sfruttatori per somme minime (dai 20 ai 50 euro), in base al grado di disabilità. Chi soffriva di un handicap evidente aveva infatti maggiore possibilità di raccattare elemosina tra i cittadini milanesi. Le vittime (che gli sfruttatori chiamavano “merce”) venivano trasportate in Italia ammassate nei furgoni, in pessime condizioni climatiche e di igiene, costrette a dormire in terra nell’area occupata del quartiere Bisceglie e “sfamate” soltanto la sera con un pezzo di pane. Un vero e proprio inferno (come evidenziato dal nome scelto per l’operazione, “Ade”), dal quale provava a emergere anche una ragazza costretta a gattonare tra i vagoni della metro e per questo in grado di raccogliere fino a 60mila euro al mese. Situazioni documentate grazie alle intercettazioni, i pedinamenti e le riprese della Polizia Locale, che ha appurato come dietro ad ogni mendicante c’è sempre una sorta di supervisore, pronto a intervenire con violenze e sevizie di ogni tipo quando lo sfruttato non applica alla lettera le istruzioni o non porta a casa la somma minima richiesta.
“Da tempo sapevamo che dietro ai mendicanti dei semafori e della metropolitana si nascondeva un racket importante – ha commentato oggi l’assessore comunale alla Sicurezza, Marco Granelli – Era necessario permettere all’indagine di fare il suo corso per arrivare ai veri colpevoli e salvare le vittime dai propri aguzzini”. Secondo il comandante Mastrangelo, in città sono presenti altri gruppi di sfruttatori, sui quali le indagini sono ancora aperte.

 

Sull’operazione il commento del sindaco Pisapia: “Ringrazio la Polizia locale per l’importante risultato annunciato . L’indagine, grazie alla quale è stato smascherato il racket dell’accattonaggio ai semafori e in metropolitana, ha permesso di ridare una speranza a persone costrette a umiliarsi e a subire violenze inaudite. L’operazione condotta dalla Polizia Locale da circa un anno, coordinata dalla DDA, è quindi una risposta concreta al tema della legalità e della sicurezza nella nostra città. Le criticità si risolvono estirpando il problema alla radice e gli ordini di custodia cautelare emessi dal GIP sono la dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dalla Polizia Locale che ancora una volta ha dato prova di professionalità”.

Fonte:  affaritaliani.libero.it

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