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S.A.Abate (Na)- Ciclomotori venduti come biciclette elettriche, blitz della Polizia Municipale

Questa mattina ufficiali e agenti della Polizia Municipale di Sant’Antonio Abate, su ordine della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno condotto una vasta operazione che ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di veicoli elettrici nei confronti di due soggetti per reato di frode in commercio consistente nella produzione e commercializzazione di veicoli elettrici sprovvisti di marchio CE. All’atto dell’accesso nell’attività degli indagati sono stati rinvenuti centinaia di veicoli elettrici, sottoposti a sequestro preventivo in esecuzione del provvedimento dell’autorità giudiziaria per un valore di circa € 150.000,00.

I destinatari del provvedimento sono stati Antonio Vispini di 34 anni e Catello Vispini di 63 anni entrambi di Pompei. L’attività investigativa coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, diretti dal Procuratore Raffaele Marino, si è sviluppata dal mese di luglio a settembre 2012 ed è partita dal sequestro amministrativo di numerosi veicoli elettrici che circolavano su strada, infrangendo varie norme al Codice della Strada. Gli indagati fabbricavano e ponevano in vendita veicoli elettrici, sprovvisti di certificazione CE, il cui marchio risultava apposto impropriamente con un adesivo, facendoli passare per biciclette a pedalata assistita ingannando gli acquirenti che vedevano prospettarsi, con l’acquisto, ingenti risparmi in ragione della non obbligatorietà del pagamento dell’assicurazione r.c. e del pagamento della tassa automobilistica.

I veicoli oggetto di sequestro, infatti, sono risultati corredati di un motore elettrico che si aziona a prescindere dalla pedalata dell’utente, contrariamente alla previsione normativa contenuta nel codice della strada sui dispositivi “a pedalata assistita” che prevede, invece, che il motore ausiliario cessi di funzionare se il ciclista smette di pedalare. I veicoli posti in vendita dagli indagati erano provvisti di una manopola acceleratore che ne permetteva la circolazione senza pedalare. In conseguenza dei numerosi sequestri amministrativi operati, gli indagati, con ingegno e contro le direttive comunitarie, tramite un’officina realizzata all’interno dell’attività, bloccavano l’acceleratore e installavano uno starter che permetteva ai veicoli elettrici, venduti o da commercializzare, di circolare con la sola propulsione del motore elettrico e con la possibilità, per il conducente, di incrementare la velocità a mezzo dell’ausilio della pedalata, garantendo all’acquirente la conformità alla bici a pedalata assistita. Nella circostanza gli investigatori accertavano che i veicoli posti in vendita dagli indagati assumono le caratteristiche del ciclomotore e, per la circolazione, sono soggetti a tutti gli obblighi previsti dal codice della strada (certificato di circolazione, targa, obbligo di copertura assicurativa, uso del casco, ecc.).

Altro dato che ha indotto gli investigatori ad intensificare l’attività d’indagine è stata quella dei requisiti di età per la guida dei veicoli. Infatti, se gli indagati proseguivano nel loro disegno criminoso facendo passare i ciclomotori elettrici per biciclette a pedalata assistita, quest’ultime potevano essere guidate da bambini di qualsiasi età, con conseguente pericolo per l’incolumità del conducente e degli altri utenti della strada.

 

Fonte: www.stabiachannel.it

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