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Genova – Municipale, edicolanti e tassisti sono i più “assediati” da smog e polveri sottili

Anche a Genova sono stati ben 12, in 13 mesi, gli sforamenti per quanto riguarda la soglia delle polveri sottili. Un problema per la salute di tutti, ma soprattutto per polizia municipale, edicolanti e tassisti, che risultano essere i lavoratori più esposti all’effetto di polveri, smog e ‘veleni’ di città.

“L’inquinamento urbano è un nemico insidioso per tutti, e la soluzione per contrastarlo è difficile, costosa, e soprattutto comprometterebbe lo stile di vita dei cittadini”, spiega Francesco Tomei, ordinario della Scuola di specializzazione in Medicina del lavoro della Sapienza, da anni impegnato nella tutela della salute dei lavoratori e della popolazione esposta all’inquinamento urbano, in vista dell’International Meeting ‘Effects of Urban Pollution on Exposed Workers and General Population’, che si terrà il 29 settembre a Roma (gli atti del congresso saranno disponibili sulla rivista online gratuita ‘Prevention and Research’, www.preventioandresearch.com).

“E’ vero che le dosi di sostanze inquinanti sono abbastanza basse”, ma questi ‘veleni’ sono “numerosi, differenti fra loro e in alcuni casi si tratta di agenti cancerogeni, per i quali non c’è una dose soglia”, precisa Tomei. Fra le sostanze più insidiose, “le polveri, che più sono sottili, più penetrano in profondità. Si è scoperto che fungono anche da veicolo per agenti chimici cancerogeni, metalli come nichel, piombo, rame e cadmio. Per non parlare dell’amianto. Ci sono poi i gas, come il benzene, che ha sostituito il piombo nella benzina: è cancerogeno.

Le polveri più fini, secondo le ultime ricerche, possono provocare trombosi e aterosclerosi e addirittura sono sospettate di avere un ruolo nella leucemia”. “Noi alla Sapienza abbiamo condotto un grosso studio sui vigili urbani – ricorda – lavoratori che in media passano oltre 7 ore nel traffico. Si tratta di adulti sani, ma abbiamo visto che i parametri neuroendocrini di questi operatori del traffico si modificano rispetto a quelli di chi lavora in ufficio. In pratica, si verificano alterazioni di parametri immunitari, cortisolo e testosterone, che non sono ancora direttamente collegati a un problema di salute”, ma arrivano prima che si raggiungano valori spia di un disturbo.

“In questi anni si è molto studiato e si è fatto molto per contrastare l’inquinamento in città, anche a Roma. Ma una soluzione al problema, che resta grave, è difficile e costosa – conclude – e comporterebbe delle vere rivoluzioni nello stile di vita delle persone”. E’ stato di recente approvato lo spin off universitario della Sapienza denominato Sipro (sicurezza e produttività), diretto da Tomei, che “sta mettendo a disposizione per gli amministratori delle città italiane le competenze necessarie per gestire nel modo migliore il problema dell’inquinamento”.

Fonte: www.genova24.it

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