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Milano, pass falsi: maxiprocesso

Scandalo dei pass falsi a Milano: il Pubblico ministero chiede 65 rinvii a giudizio.

Soldi per tutti: mazzette in quantità a 20 Vigili da parte manager, baristi, fattorini per ottenere ilvia libera nelle corsie riservate o la sosta nel posto per i disabili a Milano. Un vergognoso giro di pass falsi sotto la Madonnina, che – come racconta repubblica.it – ha spinto il Pubblico ministero a chiedere 65 rinvii a giudizio.

OGNI CETO – Per anni, sino al 2009, la truffa è andata avanti nella città meneghina, coinvolgendo persone d’ogni ceto sociale: dall’imprenditore al barista, passando per il proprietario di una società di pompe funebri, il fattorino di una pellicceria e due dipendenti della Cisl di via Tadino. IL PM Grazia Colacicco ha messo nel mirino 20 ghisa; così, il conto finale parla di concorso in peculato, falso, truffa e corruzione per 65 imputati. Addirittura 105 i pass non autorizzati emessi dal comando di via Settembrini, col tariffario variava in base alla richiesta dell’automobilista: più danaroso il “cliente”, maggiore la tangente. Un’industria del permesso fasullo, con un dipendente di un panificio arrivato a sborsare 400 euro per ottenere cinque pass.

IMBARAZZO – Solo nel 2009, la svolta, dopo i sospetti e le voci che si rincorrevano al comando di via Boscovich in merito a un traffico poco pulito nella concessione dei permessi. Quando sono scattate le perquisizioni nelle case di alcuni Vigili, l’imbarazzo di questi ultimi s’è mischiata alla sorpresa degli investigatori: ai loro occhi, s’è mostrata la fabbrica perfetta per falsificare i pass. L’apparecchio per plastificare i permessi, quattro stampi della Polizia locale, permessi già compilati che consentivano ai possessori di accedere liberamente alle corsie di emergenza o di parcheggiare nelle aree di sosta riservate agli invalidi. Parliamo, chiaramente, solo di mele marce di un corpo di Polizia municipale da rispettare per decenni di servizio onesto a favore della città. Ma la vicenda è davvero squallida.

QUESTIONE ANNOSA – Il problema dei pass falsi, in generale, non riguarda solo Milano e angustia anche altre metropoli, come Roma. Adesso, con il pass europeo, i Comuni hanno la grande chance di fare piazza pulita dei documenti fasulli, e di quelli intestati a nonni defunti. L’auspicio è che le amministrazioni si dimostrino solleciti nel predisporre le giuste procedure, così come fanno quando c’è da riscuotere una sanzione da autovelox. È un dovere etico nei confronti dei portatori di handicap, ed è un’opera di moralizzazione di cui il nostro Paese ha bisogno per combattere la crisi.

Fonte: www.sicurauto.it

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