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Il ricorso al Prefetto contro una multa dovrà essere fatto entro 30 giorni, anziché 60

Novità importante per chi prende una multa: il ricorso al Prefetto contro una multa dovrà essere fatto entro 30 giorni, anziché 60. Sta scritto nel Disegno legge semplificazioni, rinviato dal Consiglio dei ministri perché il Governo ha un’agenda stracolma.

RIFORMA DEL CODICE – È in discussione il nuovo testo unificato per la delega alla riforma del Codice della strada, e Mario Valducci (presidente e relatore della IX commissione alla Camera), ha appena detto che “si riserva di svolgere i necessari approfondimenti riguardo alle condizioni e alle osservazioni formulate dalle commissioni (Giustizia e Bilancio) all’atto dell’espressione del loro parere, ai fini della predisposizione di appositi emendamenti da presentare nel corso della discussione in Assemblea”. La commissione Giustizia ha espresso parere favorevole, tuttavia vuole che “all’articolo 2, comma 2, lettera c), siano precisati i princìpi e i criteri direttivi relativi alla revisione del sistema sanzionatorio, individuando parametri obiettivi che delimitino la discrezionalità del legislatore delegato in merito sia all’entità della sanzione che alla sua natura”. Nel mirino l’allineamento del termine per il ricorso al Prefetto (oggi 60 giorni dalla notifica del verbale) a quello previsto per il ricorso al Giudice di pace (30 giorni): quello alla Prefettura verrebbe dimezzato. In ballo anche la presentazione del ricorso esclusivamente all’organo accertatore con successiva trasmissione del ricorso stesso, previa istruttoria, al Prefetto per la decisione. Da discutere anche l’eliminazione dell’obbligo di procedere all’audizione dell’interessato che ne abbia fatto richiesta.

SVANTAGGI – Come evidenzia Maurizio Caprino sul suo blog Strade siciure, il dimezzamento dei tempi per ricorrere è un guaio per chi prima di presentare il ricorso aspetta un documento: da un’attestazione di ricovero per dimostrare che correva per accompagnare qualcuno all’ospedale al certificato di taratura di un apparecchio. Sono documenti che non è detto si riesca a ottenere nel giro di un solo mese. Quindi si comprime il diritto di difesa del cittadino”. Quando la norma diverrà realtà, potrebbe emergere profili d’incostituzionalità: “Che ne penserebbe la Consulta – si chiede Caprino – nel caso in cui in una delle prossime sedute il Disegno di legge venisse approvato in una versione che prevede anche il dimezzamento dei tempi?”. Di sicuro, ad avere vantaggi da questa regola saranno i Comuni: potranno invassare più rapidamente i proventi delle infrazioni, e – in caso di ricorso – avranno di fronte un automobilista che ha avuto meno tempo per organizzare la difesa.

Fonte: www.sicurauto.it

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