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Milano, l’Area C resiste

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro il Comune di Milano: un parcheggio del centro città chiedeva la sospensione della nuova Area C.

Area C, vince il Comune di Milano del sindaco Giuliano Pisapia. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro il Comune di Milano: un parcheggio del centro città chiedeva la sospensione della nuova zona a pedaggio, la congestion charge varata da Palazzo Marino.

MA NON TUTTO È FINITO – Però attenzione: resta comunque l’udienza convocata davanti al TAR lombardo per la prossima settimana, che dovrà giudicare il provvedimento nel merito. Il Consiglio di Stato oggi ha respinto il ricorso ritenendo che “l’imminente definizione del giudizio di merito” consente di “escludere la sussistenza del presupposto del pericolo attuale di un pregiudizio irreparabile“. Tutto nasce dal fatto che il Mediolanum Parking di Largo Corsia dei Servi, nei mesi scorsi, aveva fatto un primo ricorso contro l’ingresso a pagamento delle auto nei Bastioni, ottenendo dal Consiglio di Stato a fine luglio che il Comune spegnesse le telecamere di controllo. Palazzo Marino però a settembre ha dato nuovamente il via all’Area C, in base a una nuova delibera. La sperimentazione è stata ridotta (da 18 a 12 mesi), la cornice legale riscritta e il testo integrato con una convenzione per i parcheggi: “Credo e spero che prevarrà l’interesse dei milanesi e non di un singolo”, aveva detto Pisapia. A questo punto, i titolari del parcheggio ne hanno chiesto ancora il blocco con il secondo ricorso, quello che è stato appena rifiutato.

REAZIONI – “Siamo soddisfatti della decisione del Consiglio di Stato – ha affermato il sindaco Pisapia -. Adesso aspettiamo, in tempi brevi, la decisione nel merito del TAR Lombardia, che già più volte si è espresso favorevolmente rispetto ad Area C, riconoscendo la superiorità dell’interesse pubblico rispetto all’interesse di un singolo“. Ovviamente, ed è questo uno degli aspetti più controversi, Pisapia ricorda che Area C ha portato benefici sia in termini di riduzione del traffico sia delle emissioni inquinanti e che questo provvedimento trova “la sua origine in un referendum cittadino votato a larga maggioranza dai milanesi”. L’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde, Pierfrancesco Maran, gli fa eco: “L’amministrazione Pisapia è determinata a difendere questi obiettivi e, esattamente come è successo in questi primi 16 mesi, a confrontarsi apertamente anche con chi la pensa in modo diverso. Dopo la decisione di oggi chiediamo anche a coloro che hanno perplessità sul provvedimento di tornare a confrontarsi scegliendo la via del dialogo, quella che ci permette davvero di migliorare Milano, rispettando i pareri altrui e accettando il diritto di chi governa ad assumersi la responsabilità di scelte importanti”.

A FAVORE – Sulla stessa linea Edoardo Croci, Marco Cappato e Enrico Fedrighini di “Milano si Muove”, comitato promotore dei referendum cittadini per l’ambiente, che parlano di pericolo scampato: “I milanesi non rischiano di vedere vanificati anni di impegno per migliorare traffico e qualità di vita. Ma la partita non è chiusa. Incombono giudizi di merito e ulteriori ricorsi. Per mettere al sicuro definitivamente i risultati raggiunti e andare avanti sulla strada del risanamento ambientale l’amministrazione comunale deve accelerare l’adozione del piano della mobilità urbana in cui inserire la congestion charge come provvedimento strutturale”. Ossia? Il comitato chiede di proseguire sul percorso definito con i referendum milanesi dello scorso anno: “Attendiamo date e investimenti certi per allargare Area C, pedonalizzare il centro storico e potenziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile”.

CONTRARI – Di tenore un po’ diverso le parole del vicepresidente della Confcommercio milanese, Simonpaolo Buongiardino, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’autorimessa Mediolanum Parking. L’Area C di Milano, “indica come sia corretta e produttiva la via, che noi percorriamo, di cercare di risolvere i problemi attraverso un costante confronto con il Comune”. Ed ecco la stoccata: “L’Area C è un provvedimento che ha diminuito il traffico nel centro città, ma che si è nnescato su una situazione più generale di crisi, provocando in varia misura anche effetti negativi sull’attività delle imprese commerciali. Bisogna quindi avere considerazione di queste difficoltà”. Poi, c’è un esercito di automobilisti, specie pendolari che non abitano nel centro città, che non gradiscono affatto questa tassa, e chiedono mezzi pubblici all’altezza. Alla fine, a pagare (in tutti i sensi) sono gli automobilisti, costretti a sborsare i cinque euro di pedaggio, a non capire se il ticket migliori davvero l’aria, e a essere in balìa dei ricorsi di un privato contro un provvedimento di un’amministrazione locale. Un caos, evitabile sin dall’inizio se, obiettivamente, il Comune di Milano avesse rispettato in pieno i dettami del Codice della strada sulla creazione di aree traffico limitato.

Fonte: www.sicurauto.it

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