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Eccesso di velocità contestato all’automobilista, che si vendica con l’autovelox: nessuna interruzione di pubblico servizio

Una volta concluso l’accertamento, ad opera della polizia municipale, l’automobilista ‘beccato’ decide di parcheggiare l’automobile di fianco a quella dei vigili, per ‘bloccare’ la visuale dell’autovelox. Nessun fondamento, però, all’accusa di interruzione di pubblico servizio: non basta la semplice valutazione dei vigili urbani coinvolti nell’episodio.

“Beccato” dall’autovelox, ovvero la disavventura tipica dell’automobilista “pie’ pesante”. Che spesso cerca la vendetta, e rarissimamente la trova, anche ragionando d’arguzia e non solo di rabbia… Esempio? Parcheggiare la propria vettura in modo da ‘bloccare’ la visuale dell’apparecchiatura che monitora la velocità dei veicoli (Cassazione, sentenza 25574/12).
Velocità sostenuta, anche troppo… a constatarlo è la polizia municipale, ferma a bordo strada, con la propria vettura di servizio, dotata di regolare autovelox. A pagarne le conseguenze è un automobilista, che finisce nella ‘rete’ dei controlli della velocità che percorrono quella strada.
Una volta subito l’accertamento, però, scatta la reazione. Non di violenza, né di rabbia, ma di furbizia. Molto all’italiana, per intenderci…
Per la precisione, l’automobilista decide di piazzare la propria automobile di fianco a quella degli agenti di polizia municipale, in maniera tale da bloccare la ‘visuale’ dell’autovelox.
Manovra regolare. L’episodio, però, per quanto curioso e ‘divertente’, ottiene, comunque, un approfondimento in ambito giudiziario. E per l’automobilista ‘fantasioso’ la sanzione è grave: un mese e dieci giorni di reclusione, pena su cui concordano sia il Giudice per l’udienza preliminare che la Corte d’Appello. Alla base della decisione la contestazione del reato di interruzione di pubblico servizio.
Ma a ribaltare la situazione, in maniera clamorosa, è la Cassazione, che accoglie il ricorso dell’automobilista. Elemento decisivo è la valutazione della «alterazione della regolarità del servizio». Ebbene, in questa vicenda, sottolineano i giudici, l’impedimento, attribuito all’azione dell’automobilista, è ricostruito solo in base al «soggettivo apprezzamento» dei vigili, senza elementi che possano «costituire un indice oggettivo» del ‘blocco’ all’attività di controllo portata avanti dalla polizia municipale.
Ecco perché ogni accusa nei confronti dell’automobilista viene azzerata, e, di rimando, la strana manovra di parcheggio è da ritenere legittima. 

Fonte: http://www.lastampa.it/2012/11/14/italia/i-tuoi-diritti/cittadino-e-istituzioni/eccesso-di-velocita-contestato-all-automobilista-che-si-vendica-con-l-autovelox-nessuna-interruzione-di-pubblico-servizio-bH4yhpY41XCCBgk2I4Of3N/pagina.html

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