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Sorrento – No ai tatuaggi e piercing ai vigili urbani. La discussione in Penisola Sorrentina

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Sorrento no ai tatuaggi e piercing ai vigili urbani . E’ la novità del regolamento di polizia municipale adottato dal comune costiero, di cui dà notizia il quotidiano Metropolis in edicola oggi.

E’ tassativamente vietata durante il servizio l’applicazione di piercing visibili nonchè l’esposizione di tatuaggi. Gli eventuali cosmetici, monili ed orecchini, il cui utilizzo è consentito solo al personale femminile, dovranno per forma, dimensioni e colore essere compatibili con il decoro della divisa, evitando ogni forma di appariscenza si legge nell’ articolo 45 del nuovo regolamento di polizia municipale che la giunta municipale del Comune di Sorrento guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo ha approvato nelle ultime ore.

A Sorrento i caschi bianchi – oltre a saper parlare bene le lingue straniere – devono essere impeccabili. E l’esecutivo l’ha messo per iscritto in 53 pagine di un testo che adesso dovrà essere discusso ed eventualmente approvato in consiglio comunale.

Il personale deve porre particolare cura affinchè l’acconciatura dei capelli, della barba e dei baffi siano compatibili con il decoro della divisa è precisato nel provvedimento fortemente voluto anche dal vicesindaco Giuseppe Stinga, che si occupa di corso pubblico, mobilità e marketing territoriale.

Fa discutere la decisione dell’amministrazione comunale di vietare agli agenti della polizia municipale di farsi applicare tatuaggi e piercing su parti del corpo visibili all’esterno dell’uniforme. Una presa di posizione che ha solo pochi precedenti in Italia e che è espressamente prevista nella bozza di regolamento del corpo dei caschi bianchi.

Dispositivo che nelle prossime settimane sarà al vaglio del Consiglio comunale. In realtà Sorrento, come riporta il quotidiano Il Mattino, non può fregiarsi della primogenitura di una tale limitazione poiché a fare da apripista sono stati, tra gli altri, i Comuni di Este (PD) e Chioggia (VE). A Cagliari l’avere tatuaggi in zone visibili del corpo è addirittura motivo di inidoneità al servizio.

L’Arma dei carabinieri, inoltre, nel proprio regolamento, vieta tassativamente l’uso del piercing, mentre, per quanto riguarda i tatuaggi, li scoraggia per i possibili rischi per la salute, stabilendo, comunque, che «i militari in uniforme non possono esibire tatuaggi». «In effetti – spiega Antonino Celentano, titolare di Skinmania, tattoo shop di Piano di Sorrento – ho eseguito dei tatuaggi, anche in parti visibili del corpo, ad alcuni agenti della polizia municipale della zona della penisola sorrentina, ma non di Sorrento».

Vigili, dunque, che potrebbero trovarsi in difficoltà se anche le altre amministrazioni della costiera dovessero decidere di uniformarsi all’iniziativa del Comune di Sorrento. «Ritengo che non sia opportuno in nessun caso, per chi indossa l’uniforme, mostrare sul corpo piercing o tatuaggi – sottolinea Nello Russo, segretario nazionale del Sindacato italiano lavoratori di polizia locale -. Non ho mai visto un agente che ne avesse, ma il decoro della divisa impone un’assoluta sobrietà. Per questo sono certo che se altre amministrazioni non hanno imposto analoghi divieti è perché non si sono poste il problema, ritenendo superflua una simile precisazione».

A Sorrento, invece, sono stati attenti anche ai particolari. «Nel predisporre la bozza del nuovo regolamento – precisa l’assessore alla Mobilità del Comune costiero, Giuseppe Stinga – insieme al comandante Antonio Marcia, abbiamo seguito la linea tracciata da altri enti. Anzi, il nostro provvedimento è sicuramente più permissivo rispetto, ad esempio, a quello dei carabinieri. Non vogliamo discriminare nessuno, ma offrire un’immagine decorosa della nostra città». «Personalmente sono contrario ai tatuaggi ed a qualsiasi forma di esibizionismo – replica Federico Esposito, delegato Cgil nel corpo della polizia municipale di Sorrento –. Però ritengo che non possano esserci limitazioni alle libertà personali, purché non si sfoci nella volgarità che possa mettere in dubbio il decoro dell’uniforme che si indossa.

Se qualcuno vuole farsi applicare un piccolo tatuaggio, ad esempio per ricordare una persona cara, allora non credo ci sia niente di male, anche se è in una parte visibile del corpo.

Fonte: www.positanonews.it

 

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