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La nuova livrea Polizia Locale del Friuli Venezia Giulia

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E’ di pochi giorni fa la nuova Legge Regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sulle caratteristiche dei mezzi e delle uniformi della Polizia Locale.

 

Si chiude, finalmente, un difficile percorso iniziato da diversi anni che ha portato, nel giro di sei anni, a cambiare per tre volte (di cui due solo la dicitura) la livrea dei mezzi della Polizia Locale del Friuli Venezia Giulia.

 

Approfittando di quest’ultimo cambiamento definitivo, si cercherà di seguito di ricostruire l’evoluzione delle Polizie Locali di questa Regione Autonoma, attraverso le vetture in dotazione ai suoi “vigili” che fino al 2005, hanno avuto denominazioni assenti nel resto del paese.

 

Dalla fine del dopoguerra, i veicoli in dotazione ai Vigili Urbani erano ben pochi. Si sa che a Udine, il corpo cittadino fosse dotato di una motocicletta sottratta durante la guerra all’invasore tedesco e tenuta nascosta fino alla fine del conflitto. Una sorta di rivalsa nei confronti dell’ex alleato, dato che quest’ultimo aveva precedentemente confiscato un sidecar, unico mezzo in dotazione ai Vigili Urbani friulani. La Città di Trieste, invece, rimase staccata dall’Italia fino al 1954, facendo parte del TLT (territorio libero di Trieste), di amministrazione angloamericana. La sua forza di polizia, chiamata Venezia Giulia Police Force o Polizia Civile, era comandata da inglesi ed americani, mentre la truppa era composta da personale residente nella zona. La sua sezione ”polizia amministrativa”, era pressoché identica come funzioni a quella dei vigili urbani italiani ed era comandata sempre dai cittadini. I loro mezzi, perlopiù motociclette, erano privi di insegne se non la targa “polizia amministrativa”, mentre i mezzi della polizia civile avevano una targa con dicitura inglese “police” e un’insegna luminosa  recante in italiano “emergenza” che veniva accesa, appunto, in occasione di servizi urgenti.

 

Con il passaggio di Trieste all’Italia, che diverrà capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia, i mezzi della neo-nata Polizia Urbana vennero colorati in rosso con tetto bianco e lampeggiante singolo al centro, mentre dalle poche fotografie sopravvissute, si desume che nel resto della regione i veicoli fossero colorati di nero o blu scuro, molti dei quali con il tetto bianco. Durante il terremoto del Friuli del 1976, i rossi veicoli triestini pattugliarono le strade di Gemona del Friuli (UD) e i Comuni limitrofi insieme ai veicoli blu scuro dei vigili locali. Con il passare del tempo, le livree nella regione si assomigliarono sempre di più. In particolare Udine e Trieste adottarono la stessa livrea: vettura bianca, fascia nera laterale con scritta “polizia municipale” bianca e stemma comunale; la scritta “polizia municipale” comparì gradualmente nel resto dei comuni.

 

Con l’avvento della Legge Regionale n.60/91, si tentò di uniformare divise e colorazioni dei veicoli dei Vigili Urbani che assunsero la nuova denominazione “Polizia Comunale” e venne adottato uno stemma unico per tutti i corpi o servizi presenti nella regione. Purtroppo, l’intento non andò a buon fine: Trieste ripudiò quasi “in toto” la nuova legge, adottando solo la nuova colorazione dei mezzi, ma senza cambiare diciture o il nuovo logo, che venne applicato solo sugli alamari delle giacche, sotto lo stemma della città. Gorizia cambiò livrea degli autoveicoli, ma ne adottò una difforme dalla L.R. 60/91, molto simile a quella dell’Emilia Romagna. Lo stemma regionale comparì esclusivamente su cinturoni delle uniformi e solo successivamente sui cofani delle autovetture. Pordenone adottò la nuova dicitura e livrea, ma lo stemma comunale venne sostituito tardivamente. Solo Udine e buona parte del resto dei comuni si adeguarono alla normativa. I servizi di guardiacaccia e pesca, rimasero denominati “vigilanza ittico venatoria”. Con il passare degli anni, molti comuni ritornarono spontaneamente alla dicitura “polizia municipale”, costringendo di fatto la regione a cestinare ufficialmente la “polizia comunale”, a gennaio del 2005. Nel frattempo iniziarono a comparire le prime scritte “polizia provinciale”, sui mezzi della provincia di Udine.

 

Con il 2009, ci fu un altro cambiamento: la nuova Giunta Regionale si interessò di più alla Polizia Locale ed alla sicurezza firmando con il Ministro dell’Interno di allora un patto per la sicurezza locale che coinvolse di più i vigili, sempre più equiparati a poliziotti, nella lotta contro la microcriminalità. Aumentarono i Corpi o Servizi dotati di armi da fuoco e quasi tutti gli operatori furono dotati di strumenti antiaggressione. Furono previsti incentivi per l’acquisto di autovetture, equipaggiamento e altro. Alcuni Corpi rinnovarono quasi interamente autoparchi composti da vetture di 20 anni, di cui un contachilometri riuscì ad arrivare ben a 500.000 km. A quattro anni dal precedente cambiamento di nome la dicitura“Polizia Locale” apparì sia sui veicoli delle polizie municipali che di quelle provinciali. La livrea rimase temporaneamente quella prevista dalla L.R.60/91 in attesa di quella nuova, che venne decisa da un comitato tecnico formato da alcuni comandanti, ma anche in questo caso qualcuno “cambiò idea”. Mentre Gorizia abbandonò la livrea “fuorilegge”, altri comuni adottarono proprio la livrea abbandonata da Gorizia, forse per dare un segnale alla regione sui propri gusti. E’ il caso di Lignano Sabbiadoro e Campoformido. Arriviamo quindi ai giorni nostri con la nuova livrea, di recentissima approvazione, che presenta diverse novità. Pur mantenendo alcune caratteristiche già in uso, esibisce una scritta in logotipo di probabile ispirazione Polizia di Stato: la scritta “POLIZIA” di colore blu e la scritta “LOCALE” in bianco, lo stemma comunale sulle portiere e quello regionale sul cofano (non ancora presente nelle immagini collegate). La colorazione delle bande rifrangenti è blu per le Polizie Locali dei Comuni e verde per le Provincie. Gli specchi retrovisori laterali potranno essere colorati in blu o in verde, a seconda dell’ente. Quest’ultima caratteristica, molto innovativa, non compare però ancora sui veicoli che già “vestono” questa livrea.

 

Rimane ora, una sola domanda: “sarà finalmente una livrea unica o qualcuno si opporrà?” Solo il tempo (e le fotografie) ci daranno una risposta.

 

Fonte:  lnx.fiammeblu.org

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