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Indice di pericolosità stradale: può funzionare?

Indice di pericolosità stradale, in breve Ips: è questa un’altra proposta di Fabio Bergamo, esperto di Codice della strada. La base di partenza è duplice: anzitutto, per via di regole oscure, oggi non si sa con certezza quando attivare le quattro frecce (segnalazione luminosa di pericolo); secondo, servirebbe un Indice di pericolosità stradale per rotatorie, intersezioni a raso, curve insidiose. La un’altra proposta da Bergamo vede l’adozione di un segnale verticale che ne riporti il livello di pericolosità della strada, in quanto il grado di percezione del pericolo, oggi più di ieri, è diverso da conducente a conducente per esperienza e abilità di guida, in relazione anche al veicolo guidato.

GRADI
L’Indice di pericolosità Ips ha una scala costituita da due livelli. Il primo indica il rischio più basso (quello normale o di base che non va certamente sottovalutato solo perché prevedibile dal conducente): di colore rosso. Il secondo fissa il rischio più alto (quello grave dove il rischio è superiore al normale e cioè non prevedibile nella sua totalità dal conducente): di colore viola. In base alla proposta, viene riportato su un pannello integrativo unito al segnale verticale posizionato a 150 metri dall’incrocio, dalla rotatoria o dalla curva pericolosa. Nelle strade extraurbane, sarà anticipato da un segnale di preavviso quindi a più di 150 metri (250 o 300 metri) come avviene già per i segnali di pericolo. Il segnale indicante l’Ips potrà poi essere in futuro anche di tipo luminoso con la scritta lampeggiante o fissa del colore previsto. Il fatto è che i cartelli attuali, secondo Bergamo, non tengono conto del grado del pericolo che segnalano, finendo per assumere la semplice funzione di indicazione. Invece, il conducente – informato così del grado reale del pericolo – agirà di conseguenza e in tutta coscienza.

TABELLE
Ecco le tabelle dell’Indice di pericolosità, come si evince dal disegno in alto.

1) Rotatorie di 1° livello (mediamente sicure, rosso) con sufficiente visibilità;
2) rotatorie di 2° livello (poco sicure, viola) con visibilità scarsa o nulla.

1) Intersezioni a raso con Stop Avanzato di 1° livello (mediamente pericolose, rosso) con sufficiente visibilità;
2) intersezioni a raso con Stop Avanzato di 2° livello (molto pericolose, colore viola) con visibilità scarsa o nulla.

1) Intersezioni a raso con Stop normale di 1° livello (mediamente pericolose, rosso) con sufficiente visibilità;
2) intersezioni a raso con Stop normale di 2° livello (molto pericolose, colore viola) con visibilità molto scarsa o nulla.

1) Intersezioni a raso con Dare precedenza di 1° livello (mediamente pericolose, colore rosso) con sufficiente visibilità;
2) intersezioni a raso con Dare precedenza di 2° livello (molto pericolose, colore viola) con visibilità molto scarsa o nulla.

1) Curve di 1° livello (mediamente pericolose, colore rosso) curva con scarsa visibilità;
2) curve di 2° livello (molto pericolose, colore viola) curva con visibilità nulla, curva cieca.
Per la classificazione, i parametri saranno vari, a partire da quello cardine, che è la visibilità, la quale deve essere desunta e dunque derivata da altri parametri che sono e possono essere: il volume/intensità del traffico, il tipo e il numero di veicoli o utenti forti/deboli che vi transitano, la velocità normalmente utilizzata, la condizione della strada in struttura e manutenzione, l’illuminazione stradale, la forma regolare o irregolare della rotatoria o dell’incrocio, il raggio della curva o del tornante per le curve pericolose da cui gli effetti della forza centrifuga opposta alla centripeta e amplificati dalla coppia antisterzante sulla stabilità/tenuta di strada del veicolo.

COMPORTAMENTO
Come dovrà comportarsi il conducente con l’adozione dell’Indice di pericolosità stradale? Nei casi in cui il pericolo è quello di base (colore rosso dell’Ips) si terrà una condotta dettata naturalmente dal rispetto della segnaletica e dal normale buon senso; mentre nei casi di un pericolo maggiore (colore viola dell’Ips) il conducente adotterà una condotta in cui userà tutte le precauzioni possibili. Col livello più alto del pericolo si adotterà dunque un tipo di guida precauzionale: distanza di sicurezza maggiore di quella prevista, transito scrupoloso sul margine destro della corsia, utilizzo rigoroso dei dispositivi di segnalazione visiva come gli indicatori di direzione, uso del lampeggiamento dei fari abbaglianti, transito con l’uso delle quattro frecce di emergenza nel tratto interessato dal pericolo, uso momentaneo del dispositivo sonoro o clacson ove necessario, ancora guida con marce medio-basse per l’autocontrollo della velocità, adozione della velocità minima da avere/tenere in regime di coppia massima con rapporto medio o alto del cambio a seconda della vettura guidata. Fra l’altro, Bergamo propone che le quattro frecce vengano attivate anche quando un pedone attraversa la strada.

UN ESEMPIO
Immaginate l’adozione dell’Ips su una strada come la Statale 163 della costiera amalfitana in provincia di Salerno, costituita da un tracciato fatto quasi completamente di curve, da pochissimi rettilinei, e da tratti che si restringono repentinamente, e che obbligano il conducente a frenare in ritardo cioè all’ultimo momento. Anche il sistema Gps, successivamente, dovrà segnalare sulle sue mappe del navigatore i dati relativi alla pericolosità degli incroci, delle rotatorie e delle curve, delle gallerie. Stando all’esperto del Codice, questa classificazione sarà utile anche a favorire le indagini statistiche Istat, sulle cause dei sinistri (per esempio di tipo infrastrutturale) che si sono succeduti in passato e che potranno verificarsi in futuro da chi non rispetterà la segnaletica come previsto nel punto interessato. Da tale classificazione, si potrà stilare altresì un elenco numerato/denominato delle curve pericolose, degli incroci e delle rotatorie, che l’utente incontrerà nel percorso da lui compiuto per raggiungere una determinata località o destinazione. D’altronde, gli stessi cavalcavia sono stati numerati dopo alcuni episodi in cui venivano lanciati sassi, o altri oggetti pesanti sugli automobilisti di passaggio causando incidenti e vittime, utilizzando giustamente però numeri cardinali cioè senza indice ordinale come invece è stato fatto impropriamente nella numerazione dei tornanti. L’Indice di pericolosità stradale, sempre secondo Bergamo, potrà essere usato anche nella classificazione delle gallerie, dei viadotti, delle strettoie, dei dossi, delle cunette, della segnaletica temporanea, delle confluenze autostradali, ai semafori, ai passaggi a livello con o senza barriere. Può funzionare?

Fonte: www.omniauto.it

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