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“Ho anch’io degli amici in polizia e vi rovino” è frase che integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale, essendo sufficiente l’uso della minaccia per opporsi all’atto di ufficio, indipendentemente dal raggiungimento dell’intento. Corte di Cassazione, sez. VI penale, 26/9/2012, 37104

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(Omissis)
OSSERVA IN FATTO E DIRITTO

omissis ricorre per cassazione a mezzo del suo difensore contro la sentenza indicata in epigrafe, che ha confermato la decisione del giudice di primo grado, con la quale era stata condannata alla pena di giustizia, siccome ritenuta colpevole del reato di cui all’art. 337 c.p., per essersi opposta agli agenti omissis che stavano procedendo ai controlli e alle verifiche del caso, dopo che l’autovettura, alla cui guida costei si trovava, aveva colliso con quella condotta dai predetti con l’espressione: “vabbene sono ubriaca e sono venuta contromano, ma siete voi che mi siete venuti addosso e adesso mi volete incastrare; non mi dovete rompere il cazzo, perchè voi siete dei pezzi di merda, ho anche io amici in polizia e vi rovino”…

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