Questo articolo è stato letto 2 volte

Brescia – Obbligo scolastico, l’evasione avanza

immigrazione

SCUOLA. Il fenomeno sulla base degli accertamenti della polizia locale è circoscritto agli immigrati. Madri e figli per la crisi tornano in patria e non viene comunicato. Nell’anno in corso le segnalazioni sono state 124 e i vigili ne hanno ultimate 68. Di queste, 53 sono state «dirottate» all’anagrafe.

 

Schizza in alto l’evasione dell’obbligo scolastico a Brescia. E il fenomeno è quasi del tutto circoscritto agli immigrati. In molti casi è la crisi che li spinge a rimandare in patria moglie figli, senza preoccuparsi di comunicare la cosa alla scuola di appartenenza, che continua a considerarli assenti ingiustificati e finisce per inviare la segnalazione all’ufficio Diritto allo studio del settore Pubblica istruzione, che a sua volta segnala il caso alla Polizia locale per gli accertamenti.

 

Già, perchè da qualche anno i vigili si occupano anche di questo, «per tutelare i minori, accertare e difendere i diritti quando ci sono, e tutelare anche le casse del Comune – dice il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi -. Sono interventi che spesso passano inosservati ma rivestono un ruolo molto importante per la società». LE “CASSE” c’entrano perchè in diversi casi gli stranieri percepiscono contributi, a cui hanno diritto solo se i figli frequentano. Non è tutto. Nel caso gli interessati risultino irreperibili, gli agenti della Locale inviano segnalazioni pure all’Anagrafe per la cancellazione dal registro.

 

E pure all’Inps per verificare la corretta attribuzione degli assegni familiari. Accade così che su 124 segnalazioni ricevute nel corso del corrente anno scolastico 2012/13 (al 26 novembre) i vigili ne abbiano ultimate 68 (55 sono in fase di accertamento) e 53 di queste abbiano comportato la segnalazione all’Anagrafe, nonché all’Ufficio ispettivo dell’Inps per la verifica degli assegni familiari.

 

Per 15 segnalazioni, invece, i vigili hanno inviato l’esito al settore Pi per le verifiche del Diritto allo studio. Un caso (riguarda un bambino delle elementari, ma un altro relativo a una ragazza delle superiori è in itinere) è stato denunciato alla Procura della Repubblica per evasione dell’obbligo scolastico. Per l’intero anno scolastico scorso le segnalazioni erano state 185 a fronte delle 124 dei primi due mesi di quest’anno.

 

Il picco si è avuto nel 2010/11 con 229 segnalazioni, mentre l’anno prima erano state 124 e prima ancora 162. Dall’analisi svolta dall’Inps sull’anno scorso, emerge che su un totale di 31 segnalazioni 9 sono state portate a termine con un recupero di 12.726 euro (più 430 di sanzioni amministrative) per assegni familiari non dovuti. Altre tre segnalazioni sono in corso di definizione e dieci in fase di istruttoria.

 

Nove, infine, non sono state istruite per documentazione incompleta. Lo stesso Inps, poi, ha provveduto a inviare otto comunicazioni alla Procura. I dati sono stati illustrati ieri da Rolfi, insieme al comandante della Locale Roberto Novelli e al commissario Giusy Pedracini, responsabile dell’ufficio Educazione alla legalità, che dispone di due agenti per accertamenti esterni. “In passato ci occupavamo di questi problemi in modo secondario – dice Novelli -, ora abbiamo sviluppato le nostre competenze per non lasciare il campo scoperto, e abbiamo creato una rete di rapporti con altre istituzioni, compreso l’Ufficio scolastico territoriale (Ust), che sta portando a risultati positivi in termini di tutela del diritto allo studio e di oneri tributari illegittimamente concessi”. Molte segnalazioni di scuole elementari e istituti comprensivi arrivano al settore Pi perchè gli immigrati non segnalano l’assenza dei propri figli – spiega Pedracini -, e spesso non sanno che c’è l’obbligo di iscriverli alla Primaria. Ma “soprattutto – aggiunge – la mancata frequenza dipende dal rientro in patria senza darne comunicazione alla scuola”.

 

Nella fase iniziale delle lezioni il fenomeno interessa per lo più elementari e medie, mentre ad anno avanzato le superiori. Spesso i ragazzi prossimi ai 16 anni cominciano a snobbare la scuola, e i vigili devono contattare le famiglie “per segnalare che incorrono in un reato penale”, o convincere i ragazzi stessi che un attestato professionale può far sempre comodo per il lavoro. “In molti casi il problema si risolve – dice Pedracini – in altri, invece, deve scattare la denuncia”. Accade pure che gli stranieri iscrivano i figli alla scuola vicina al loro luogo di lavoro, anziché a quella prossima alla residenza. E quest’ultima segnala la falsa evasione dell’obbligo. “In questi casi basterebbe che le scuole comunicassero tra loro – osserva Pedracini – e per questo abbiamo coinvolto pure l’Ust, ma pare che sia difficile”.

 

Fonte:  www.bresciaoggi.it

 

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *