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Neopatentati: addio limiti sulla potenza dell’auto?

Se ne discute in Parlamento: consentire al neopatentato di guidare auto potenti se accanto c’è un guidatore esperto.

I 18enni freschi di patente dovrebbero ben saperlo: per un anno, non possono guidare auto potenti (leggi qui). Ma in Parlamento vogliono leggermente cambiare le regole.

DISEGNO DI LEGGE – È stato appena presentato in Senato l’atto 3517 “Modifica all’articolo 117 del nuovo Codice della strada di cui al Decreto legislativo 30 aprile 1992, 285, in materia di limitazioni alla guida”, su iniziativa del senatore Ausserhofer. Èd è stato assegnato per l’esame in sede referente alla Commissione VIII (Lavori pubblici, comunicazioni). L’analisi in non è ancora iniziata e sono stati richiesti i pareri di altre commissioni. Il Disegno di legge intende derogare alla norma di cui all’articolo 117 del Codice della strada comma 2-bis, che ha introdotto nel nostro sistema giuridico il divieto per i neopatentati (patente B entro il primo anno dal rilascio della patente) di guidare veicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 KW/t. La deroga consentirebbe ai neopatentati di guidare un veicolo con potenza superiore a 55 KW/t se accompagnati da un adulto patentato (con minimo la stessa licenza) da almeno 10 anni (che abbia meno di 65 anni). Quindi, con l’esperto accanto, il ragazzo (ma un neopatentato in teoria potrebbe anche avere 60 anni o oltre) avrebbe la possibilità di guidare qualsiasi auto, pure una Ferrari.

MOTIVO – Alla base del Disegno di legge, c’è il fatto – secondo i relatori – che il limite di potenza “sta mettendo in difficoltà molte famiglie che possiedono una sola macchina con potenza superiore a quella richiamata. In particolare a quelle famiglie che abitano nelle periferie o in montagna che sono quasi costrette ad acquistare macchine con potenza superiore a 55 KW/t per effettuare gli spostamenti in sicurezza”. Così, dice la relazione, un neopatentato che ha preso la patente per recarsi principalmente al lavoro (non sempre ci sono i collegamenti con i mezzi pubblici), la cui famiglia non ha le possibilità economiche per acquistare una nuova ulteriore vettura (oltre al costo della macchina bisogna aggiungere i costi di assicurazione e bollo), non ha soluzioni: gli viene vietata la guida della macchina di famiglia e, per un anno, resta senza la possibilità di utilizzarla, perdendo la dimestichezza acquisita durante il corso di guida: “Il presente Disegno di legge intende quindi introdurre una deroga alla norma citata per consentire ai neopatentati di guidare un veicolo con potenza superiore a 55 KW/t se accompagnati da un adulto abilitato patentato da almeno 10 anni. Questa soluzione analoga a quella già prevista per la guida con il foglio rosa risolverebbe i problemi accennati oltre a consentire ai neopatentati di fare un ulteriore anno di pratica alla guida di veicoli più potenti”.

OK, MA… – In effetti, con un adulto accanto sin dall’inizio, il ragazzo potrebbe imparare prima a guudare, e le famiglie non sarebbero costrette a comprare un’auto ad hoc. Ma occhio ad affidare l’auto al figlio quando accanto a lui siede l’amico esperto per la legge (bastano 10 anni di patente): magari per legge è si esperto, però poi nei fatti potrebbe non esserlo. Inoltre, non si risolve il problema del figlio che con l’auto va all’università: dovrebbe sempre essere accompagnato, e questo è altamente improbabile. Già ora la Guida accompagnata a 17 anni aiuterà a rendere più preparati i ragazzi e quindi potrebbe contribuire (in futuro) a rivedere i limiti attuali. Resta il fatto che oggi queste soglie siano troppo basse: forse andrebbero ritoccate all’insù, trovando un miglior compromesso potenza/tara.

Fonte: www.sicurauto.it

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