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Niente multa al pediatra che corre in auto per un’urgenza

Un neonatologo supera i limiti di velocità per giungere in clinica in tempo per un taglio cesareo: multato, ricorre, la spunta solo in appello.

Il Tribunale di Verona, con sentenza del 16 ottobre 2012, annulla il verbale di accertamento scaturito dal superamento del limite di velocità commesso da un pediatra neonatologo. Il sanitario era stato richiamato d’urgenza per assistere a un’operazione di taglio cesareo, per far nascere un bambino prematuro, e aveva sforato i limiti di circa 30 km/h. Nonostante il ricorsoavanti al Giudice di Pace di Verona, la sanzione era stata confermata. Solo in sede d’appello il medico riesce ad ottenere l’annullamento, negato dal giudice di prossimità perchè la paziente “non era in pericolo di vita”.

LA CORSA NELLA NOTTE – E’ facile immaginare un medico che ha la reperibilità, per di più in un settore delicato come quello della ostetricia e della neonatologia, che si mette in macchina e corre in ospedale, senza guardare il tachimetro della propria auto. Per la verità la velocità rilevata, 159 km/h in un tratto dove il limite era 130 km/h, era ben superiore al massimo consentito. Vistosi multato, immaginiamo anche lo sconcerto, e la conseguente rabbia, e dunque il ricorso, nella fiducia di poter chiarire tutto. Certo è che il Giudice di Pace di Verona non si è fatto intenerire, né soggiogare dall’autorevolezza, ormai in totale decadenza, del camice bianco. Il pediatra aveva invocato le c.d. “scriminanti” dell’ “aver commesso il fatto nell’adempimento di un dovere” e dello “stato di necessità“, artt. 51 e 54 c.p.. La motivazione del rigetto addotta dal Giudice in primo grado, però, appare davvero troppo schematica: la paziente non era in pericolo di vita, quindi non era necessario correre così forte.

UN BILANCIAMENTO DI INTERESSI – Come spesso accade nel diritto, per decidere una vertenza, si deve operare un bilanciamento degli interessi in gioco. Da un lato, la sicurezza sulle strade, che impone che nessuno guidi a velocità troppo elevate, dall’altro, il diritto alla salute della puerpera che stava per dare alla luce un bimbo prematuro. In questi casi, si deveapplicare il buon senso. La sentenza del Tribunale di Verona descrive una certa urgenza e necessità della presenza del medico sanzionato in clinica: è emerso addirittura che l’intervento è stato eseguito solo mezz’ora dopo l’accertamento della violazione. Forse il giudice di prossimità era troppo abituato a rigettare i ricorsi, non di rado infondati, dell’italiano medio allergico alle multe: il rigetto del ricorso comunque, sembra essere stato frutto di una severità eccessiva.

Fonte: www.sicurauto.it

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