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Provvedimenti di programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

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L’art. 64 del Decreto Legislativo n. 26 marzo 2010, n. 59 ha previsto l’apertura degli esercizi pubblici (bar, ristoranti, pizzerie, birrerie, ecc.) mediante la Scia, cioè direttamente, tranne che nelle zone del territorio comunale oggetto di apposito e formale contingentamento per motivi di tutela dell’ordine pubblico e di vivibilità ambientale. Motivi questi che riportano a quelli imperativi di interesse generale individuati dall’art. 8, comma 1 lett. h) dello stesso Decreto Legislativo n. 59/2010 e cioè “… l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica, l’incolumità pubblica, la sanità pubblica, la sicurezza stradale, la tutela dei lavoratori compresa la protezione sociale dei lavoratori, il mantenimento dell’equilibrio finanziario del sistema di sicurezza sociale, la tutela dei consumatori, dei destinatari di servizi e dei lavoratori, l’equità delle transazioni commerciali, la lotta alla frode, la tutela dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano, la salute degli animali, la proprietà intellettuale, la conservazione del patrimonio nazionale storico e artistico, gli obiettivi di politica sociale e di politica culturale….”.

 

La Sentenza n. 189, depositata il 16 gennaio 2012,  del TAR Campania Sezione Terza ha stabilito che, se il Comune non ha sottoposto la zona del territorio a tutela, e, quindi non ha programmato l’apertura di nuovi bar e ristoranti, per iniziare una nuova attività di somministrazione è sufficiente presentare allo sportello unico attività produttive – SUAP – una “mera segnalazione dell’interessato di inizio attività (c.d. SCIA) ”.

 

Il Decreto Legislativo 6 Agosto 2012 n. 147 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno” ribadisce che l’autorizzazione permane tassativamente ed esclusivamente nelle sole zone vincolate secondo i principi innanzi evidenziati : negli altri casi, sarà generalizzato e obbligatorio il ricorso alla Scia.

 

La sentenza della terza sezione del T.A.R. Veneto n. 134 del 5 febbraio 2013 risulta particolarmente interessante, perché affronta la tematica della programmazione comunale dell’insediamento degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, a seguito dell’entrata in vigor
e del D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, recante l’ “Attuazione della direttiva europea 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”.

 

Il TAR ha ritenuto che le limitazioni alle nuove aperture in una ben delimitata area del centro storico siano conformi alle previsioni del D.Lgs. 59/2010 e costituiscano esercizio di potere discrezionale ispirato ai canoni di ragionevolezza e logicità.

5 thoughts on “Provvedimenti di programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande

  1. Salve, stiamo per aprire una caffetteria in una via con forte passaggio pedonale a milano, il regolamento condominiale cita espressamente che l’esercizio dovrà chiudere tassativamente alle 23,esiste una legge o una sentenza che non mi obblighi a chiudere a quell’ora ???
    Grazie e a presto.

  2. Salve,
    1) le attività commerciali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, devono obbligatoriamente essere in possesso del nullaosta Impatto acustico rilasciato dal Comune o non è più richiesto. grazie
    un area
    2) Un area privata scoperta con regolare autorizzazione di passo carraio può ospitare per la sosta notturna e diurna 20 auto di persone che abitano nei dintorni solo con un piccolo contributo volontario al proprietario per le spese di pulizia e di manutenzione senza titolo autorizzatorio grazie

  3. Salve Dott. Giannetta le pongo Due quesiti per DUE risposte
    1) un’associazione con i soldi del comune organizza una serata rave party o comunemente discoteca all’aperto in area privata. Quali requisiti o autorizzazioni avrebbe dovuto avere l’associazione e il proprietario del terreno visto che la destinazione sul programma era in aperta campagna distante dal paese?
    2)adesso da circa due anni , per i carabinieri e vigili e polizia, della mia provincia (FG) un ristorante , un bar pasticceria, un pub può tranquillamente fare serate danzanti pagando la sola SIAE e pertanto è tutto in regola, allora la mia licenza da discoteca con commissione di vigilanza , certificato di inquinamento acustico, bagni per gli handicap , bagni separati uomo donna e tutto il resto? non serve più a nulla? la licenza posso portarla al prefetto oppure gli faccio il quadretto in memoria. Gradirei la risposta possibilmente presto perchè tra Halloween e periodo di natale ecc , si prevede cattivo tempo
    Grazie per la sua gentilezza
    a presto
    Mimmo

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