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Maxi operazione contro il riciclaggio delle auto

La Polstrada ha arrestato 12 persone e ne ha denunciate 67: scoperto un sistema di ricettazione di veicoli di provenienza illecita.

Si chiama crisi e fa rima con truffa: un Paese che “ha la febbre” deve anche fare i conti con frodi come quella appena scoperta dalla Polstrada. Che ha arrestato 12 persone e ne ha denunciate 67: scoperto un sistema di ricettazione di veicoli di provenienza illecita e reimmissione nel mercato.

OPERAZIONE IN TRE ZONE – Ci sono anche due funzionari della motorizzazione civile di Palermo tra le 12 persone arrestate dalla Stradale, in un’operazione condotta tra la Sicilia, Roma e Ancona. L’organizzazione aveva messo a punto un sistema di riciclaggio di automobili estere di grossa cilindrata di provenienza illecita che prevedeva la “nazionalizzazione” attraverso la falsificazione dei documenti dell’auto. Nell’ambito della stessa indagine, sono state denunciate 67 persone a piede libero, coinvolte a vario titolo nel traffico e tra gli arrestati anche due proprietari di grosse agenzie di disbrigo pratiche auto. SicurAUTO.it ha voluto approfondire la questione, visto che si tratta di un frode di una certa importanza.

I NOMI DI AGENZIE E PERSONE – Sono finiti in arresto l’ex funzionario della Motorizzazione ora in servizio all’assessorato regionale Infrastrutture e trasporti, Luigi Costa, 49 anni, nato a Palermo, il titolare della “Mau service”, Maurizio Spinelli, 47 anni, il suo dipendente Daniele Assennato, 30 anni, e il titolare dell’agenzia “Armanno”, Ignazio Di Chiara, 49 anni. A tutti sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per un altro ex funzionario della Motorizzazione, ora in servizio al Genio civile di Palermo, Giovanni Costantino, 43 anni, è stato disposto l’obbligo di dimora. Al vertice dell’organizzazione ci sarebbe stato un romeno, che vive in provincia di Ancona: “nazionalizzava” le auto più costose provenienti dal suo Paese, falsificandone i documenti e “ripulendole” per immetterle sul mercato nazionale. Complessivamente sono ben 106 i veicoli di provenienza illecita.

QUESTO IL “TRUCCO” – Le auto estere di grossa cilindrata – come spiega il video in basso – arrivavano in Italia e qui, grazie a funzionari della Motorizzazione compiacenti e ad agenzie di pratiche auto, venivano “nazionalizzate” con la falsificazione dei documenti. Questo reato ha assunto un rilievo maggiore con la nascita della comunità europea e l’abbattimento delle frontiere. Ora il lavoro della Polizia è diventato più complesso perché i documenti falsificati sono di più nazionalità. Quindi complimenti agli agenti dei compartimenti Polstrada di Palermo e Bologna che sono riusciti a ricostruire tutti i “movimenti” tra l’Italia e la Romania, passando per diverse città del nostro Paese. Partite dal sequestro di due fascicoli che documentavano l’immatricolazione di alcune auto provenienti dalla Romania, le indagini sono durate due anni. Erano stati acquisiti negli uffici della Motorizzazione di Palermo e fecero venire a galla la contraffazione, la delega con cui il proprietario dell’auto, che – residente a Roma – dava l’incarico a un’agenzia di disbrigo pratiche palermitana, la “Armanno”. Questa aveva già effettuato l’immatricolazione di 2.186 mezzi in dieci mesi, anche di grossa cilindrata. Tutti veicoli che provenivano dall’estero e per conto di proprietari residenti nel Centro Italia.

 

Fonte: www.sicurauto.it

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