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Infrazioni codice della strada: quando e come contestarle

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Chi utilizza di più la strada ha un rischio più elevato di essere soggetto alle contravvenzioni. Tra limiti di velocità, divieti di sosta, strisce blu, zone a traffico limitato, sensi unici, lavaggio strade e chi più ne ha più ne metta, non è poi così raro commettere qualche infrazione con conseguente sanzione amministrativa.

 

Tuttavia, in alcuni casi può valere la pena impugnare il verbale di accertamento, soprattutto quando l’infrazione risulta facilmente contestabile in quanto ingiusta o comunque illegittima.

 

Il termine per decidere se pagare o fare ricorso è piuttosto breve: 60 giorni dalla notifica del verbale, questo si verifica nel caso che la pattuglia delle Forze di Polizia Stradale abbiano contestato immediatamente, oppure, nei casi eccezionali previsti dall’art. 201, comma 1 bis, del codice della strada, dalla sua notifica, la quale non deve essere superiore ai 90 (novanta) giorni dall’accertamento se residente in Italia e 360 (trecentosessanta) se residente all’estero .

 

A tal proposito, è importante ricordare che la regola generale è quella della contestazione immediata della violazione da parte degli agenti accertatori, proprio per consentire al conducente-trasgressore di esercitare il suo diritto di difesa ed esporre le proprie ragioni nell’imminenza del fatto.

 

Si ricorda che il termine per il pagamento è di 60 (sessanta) giorni, presso il Comando accertatore o tramite altre modalità contemplate nel verbale.

 

Qualora vi fossero validi motivi per contestare il verbale ed anche serie possibilità di vederselo annullare, essi vanno esercitati sempre entro 60 giorni dalla sua consegna/notifica al Prefetto del luogo ove è stata accertata l’infrazione, o in alternativa al Giudice di Pace di luogo. Ma attenzione: questo ha un termine di 30 (trenta) giorni della notificazione e/o contestazione.

 

Tuttavia un più forte deterrente per i ricorsi al Giudice di Pace contro le multe ed in genere ogni sanzione amministrativa è stato introdotto dalla recente legge n. 191 del 23 dicembre 2009 in base alla quale a partire da quest’anno tali ricorsi non sono più gratuiti, ma è necessario pagare il contributo unificato (30 euro per sanzione fino a 1.500 euro – 70 euro per sanzioni di importi superiori) oltre 8 euro di marca da bollo a titolo di rimborso forfettario dei diritti di cancelleria.

 

Qualora, infine, si lascino scadere i 60 giorni senza pagare né proporre ricorso, l’ente creditore potrà dare il via all’iter della riscossione, con l’iscrizione a ruolo, notifica della cartella di pagamento.

 

MotoriOggi.it

4 thoughts on “Infrazioni codice della strada: quando e come contestarle

  1. Sono stato multato per aver lasciato la macchina in prossimità di un incrocio a forma di Lambda (simile a T) e la macchina non costituiva un pericolo. Era vicino ad un alimentari dove sono sceso ma solo dopo aver girato per 4 volte l’intero isolato e non aver trovato un solo parcheggio libero. Solo a quel punto ho sostato un attimo altrimenti il negozio chiudeva e in trentasette secondi ho preso un omogeneizzato per i bambini. Sono uscito e ho trovato la camionetta dei vigili ferma davanti al mio veicolo (chiaramente in posizione di pericolo per eventuali altri mezzi che potevano giungere in quanto era quasi in mezzo al passaggio) e senza andare a parcheggiare hanno preso la targa del veicolo direttamente dal loro abitacolo (in mezzo alla strada!) e senza nemmeno scendere dal loro veicolo, mi hanno consegnato il verbale direttamente in mano dal loro finestrino. Può un vigile fare una multa senza scendere dalla propria auto? Può “nascondersi” e stare in posizione d’agguato per poi “rubare” il tempo (37 secondi a me erano bastati) per fare cinicamente una multa e non invece intervenire per sollecitare il potenziale trasgressore affinchè non commetta proprio l’infrazione? Su cosa potrei appellarmi per una eventuale contestazione? io ero in buona fede (piovigginava) e per evitare che mi si chiudesse davanti agli occhi il negozio ho cercato di fare una cosa velocissima cercando di mettere la macchina nel posto comunque più sicuro “in quel contesto”. Il vigile era in malafede è il suo obiettivo era chiaramente quello di raccogliere un po di multe e non quello di garantire una certa sicurezza sulle strade (in un ora “non di punta”). Quel vigile non era un garante del cittadino ma in quel momento un nemico del cittadino (povero e debole)! Evviva i vigili onesti e giudiziosi, che sono tanti e che hanno come obiettivo la sicurezza e la “vicinanza” alle persone, diversamente da quei pochi disonesti (e a volte anche razzisti) il cui unico scopo è portare soldi alle casse del comune a spese della povera gente.

  2. In una intersezione presidiata da un semaforo, il conducente di un’autovettura, si incanala nella corsia di svolta a sx e, successivamente,accendendosi il verde della freccia direzionale dritto, effettuata una variazione di corsia, proseguendo dritto. Ovviamente la freccia direzionale di svolta a sx proietta luce rossa, per quella direzione, perchè funziona a fase di flusso veicolare alterne.
    Secondo il Vs. punto di vista o parere, che tipo di infrazione commette l’automobilista la violazione dell’art.146/3 o la violazione dell’art154 del cds?

  3. buongiorno, mi permetto di contestare in assoluto il sistema di calcolo che usate per le multe pagate in ritardo. Partite dall’importo massimo vale a dire neanche il doppio ma ben il quadruplo del minimo. E’ PROPRIO UN SISTEMA CHE VIENE APPLICATO PER FARE CASSA SENZA PENSARE CHE CHI PAGA SIAMO SEMPRE NOI ……. GENTE CHE LAVORA !!!!

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