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Stangata a un Comune: 8,6 milioni di euro per un incidente

Alla fine, l’hanno spuntata i legali di Gabriele Petrungaro, l’automobilista che nel 2001 rimase vittima di un gravissimo incidente in quel di Meldola (Forlì-Cesena): l’ente locale e un’azienda (cui erano affidati i lavori di manutenzione della strada) dovranno versare all’uomo 8,6 milioni di euro di risarcimento. lo ha deciso la Corte d’appello di Bologna.

LE TAPPE DELLA VICENDA – Ma come s’è arrivato al maxi rimborso? Nel giugno del 2001, a mezzanotte, sulla strada San Lorenzo-Fiordinano, nel territorio del Comune di Meldola, l’allora 22enne Gabriele Petrungaro, residente a Predappio, guida trasportando un passeggero. A un tratto, l’auto sbanda, fuori strada ribaltandosi (nella foto Bertaccini, pubblicata del Resto del Carlino, il punto dell’incidente). Il ragazzo riporta lesioni gravissime e irreversibili con danni permanenti alla deambulazione. Secondo gli avvocati del giovane, la causa dell’incidente è  il “brecciolino”, ossia la ghiaia mista a bitume che, sparso sul manto stradale, può far slittare i veicoli: la ghiaia non era segnalata. Il Comune non vuole sentirne di risarcimenti, denuncia che la mancata segnalazione sarebbe stata da imputare alla ditta che materialmente stava eseguendo i lavori.

LE DUE SENTENZE – La sentenza di primo grado (aprile 2008) stabilisce che la bolla di manto stradale cosparsa dalla ghiaia non era segnalata e non era distinguibile rispetto al tratto di strada normale, così come non erano segnalati i lavori e, inoltre, la strada era priva di illuminazione pubblica. Il dirigente del settore lavori pubblici del Comune e direttore dei lavori di asfaltatura riferisce, in primo grado, di aver dato disposizioni la mattina precedente il sinistro affinché la segnaletica esistente fosse rimossa, non avendo notato un eccessivo cumulo di ghiaia. Il Comune, condannato, ricorre: la Corte d’appello di Bologna ha ritenuto valide le ragioni dell’avvocato della famiglia Petrungaro, anzi raddoppiando la cifra del risarcimento che passa da 3.600.000 a 8.600.000 euro. Per l’incidente sono stati ritenuti responsabili sia l’amministrazione del Comune di Meldola, sia la ditta che aveva in appalto i lavori. Può darsi che l’ente e la ditta vadano in Cassazione, ma iil verdetto è immediatamente esecutivo e la famiglia Petrungaro potrà reclamare la cifra di 8.673.000 euro, che andranno ad aggiungersi ai 516.000 ricevuti dopo la sentenza di primo grado.

QUESTIONI DELICATE – Situazioni analoghe si sono già verificate in passato: tocca all’ente dimostrare il caso fortuito, ossia di aver fatto il possibile per evitare l’incidente; allo stesso modo, l’automobilista deve provare che il sinistro era inevitabile, pur guidando con la massima prudenza. Certo che la sentenza della Corte d’appello di Bologna rappresenta un importante precedente, nonché un monito per le amministrazioni: la sicurezza stradale va tutelata, sempre e comunque.

Fonte: www.sicurauto.it

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