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Laurito, ripuliscono strade con diserbanti chimici: vigili urbani bloccano operai dell’Anas

diserbante

La polizia municipale di Laurito interviene contro l’operato Anas. I vigili urbani, infatti, notano gli operai ripulire le strade dalle erbacce con diserbanti chimici. Gli agenti municipali, quindi, dopo aver fermato gli operai fanno notare loro che esiste una precisa ordinanza del sindaco che vieta l’utilizzo di sostanze chimiche.

 

«Non capisco – dichiara il primo cittadino Vincenzo Speranza – come l’Ente Parco non vieti l’utilizzo di queste sostanze. In merito a questo annoso problema ci dovrebbe essere maggiore attenzione poiché viviamo in un’area protetta: infatti si parla tanto di tutela ambientale, ma poi nei fatti viene fuori ben altro». Il primo cittadino di Laurito fa inoltre un accorato appello affinchè tutti i sindaci adottino con precisa delibera il divieto di usare sostanze nocive per ripulire i cigli delle strade poichè tali sostanze hanno il chiaro intento di distruggere chimicamente l’erba mentre «…sarebbe – conclude il sindaco di Laurito – più naturale impiegare il tagliaerba».

 

L’utilizzo di questi metodi sono chiaramente nocivi sia per i cittadini che per l’ambiente con serio rischio di intossicazione chimica a causa del diserbante disseccante a base di ‘glyphosate’: utilizzato come erbicida sui bordi delle arterie stradali.

 

Glyphosate Si tratta di un prodotto utilizzato da diverse aziende, la cui versione più diffusa è il ‘Roundup’ della Monsanto. Non solo infatti è potenzialmente pericoloso per gli addetti i lavori e per tutti coloro che si trovano nei pressi della zona trattata, ma può avere conseguenze molto gravi sulle falde acquifere.

 

Rischio falde Il diserbante rilasciato ai bordi delle strade va a mischiarsi con le acque che defluiscono dall’asfalto verso le cunette e attraverso queste può arrivare alle falde acquifere. L’irrorazione del glifosate, infatti, è altamente vietata nei pressi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici.

 

Rischi concreti Nei cinque giorni che intercorrono tra l’irrorazione del prodotto – che viene assorbito dalle foglie e gradualmente arriva alle radici provocando l’insecchimento – e la sua degradazione, quando perde la sua efficacia, è facile che la flora selvatica o gli animali da allevamento, pecore e mucche allo stato brado, che spesso brucano l’erba proprio ai bordi delle strade, entrino in contatto diretto con il diserbante. E non è raro, inoltre, vedere raccoglitori di asparagi, erbette varie o lumache all’opera lungo le vie che percorriamo quotidianamente a chiaro rischio contaminazione.

 

Fonte:  www.giornaledelcilento.it

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