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Costretti a svenire dai baby-bulli nel cortile della scuola media

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Thiene, li salva la polizia. Denunciati tre ragazzi che avevamo imparato la tecnica sul web. «Erano spietati».

Cinque ragazzini costretti ad andare in iperventilazione, procurandosi così la perdita di coscienza: un vero e proprio svenimento. E per svegliarli, come se non bastasse, volavano schiaffi e calci, tra le risate generali della banda. A ordinare loro di svenire sotto minacce e persecuzioni, tramite una tecnica pescata dal sottobosco del web più oscuro, un trio di bulli quindicenni di Thiene, due ragazzi di 15 anni di origine marocchina e un sedicenne di origine ghanese. Il gruppetto soggiogava e umiliava in questo modo i cinque ragazzini, quasi tutti delle medie.

Un gioco, per la gang di bulli, che si consumava fuori da scuola, in provincia di Vicenza. Ma che costerà loro caro: sono infatti stati tutti denunciati dalla Polizia Locale di Thiene (Vicenza) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia per atti persecutori in concorso nei confronti di cinque minorenni (quattro italiani e un ghanese). Il comandante Giovanni Scarpellini, che ha coordinato le indagini, non esclude però ulteriori sviluppi.

I tre infliggevano quello che per loro era solo un “passatempo” (assurdo e pericoloso, oltre che stupido), usando la forza del branco e isolando prima l’uno poi l’altro studente, per poi prenderlo di mira.

Ad accorgersi che qualcosa non andava, i genitori delle vittime. L’umiliazione aveva provocato uno strano stato d’ansia che non passava inosservato, soprattutto agli occhi delle mamme, le quali non ci hanno pensato due volte a segnalare le situazioni alla dirigenza scolastica dell’istituto, da subito collaborativi con la Polizia.

«I ragazzi, quasi tutti delle scuole medie thienesi, venivano attirati o aspettati fuori da scuola all’inizio o al termine delle lezioni. Sono stati segnalati episodi di bullismo anche all’interno dei bagni e nel cortile: quasi tutti gli episodi miravano a stabilire una gerarchia interna, una sorta di catena di comando», spiega il Comandante Scarpellini. Le indagini della polizia sono state a tutto campo, tanto che sono venuti alla luce altri episodi in cui veniva sottratta la merenda ad altri alunni con minacce più o meno velate di ritorsioni: ai bulli bastava una semplice frase, «ti aspettiamo fuori», per rendere le vittime totalmente succubi. In un caso – comunque fuori dalla scuola – uno dei bulli indagati ha sfilato anche un coltello minacciando di usarlo, in caso di mancata «consegna» della merenda.

Attorno alla violenza perpetrata da questa banda di piccoli delinquenti senza scrupoli, un mondo fatto anche di droga, con spinelli fumati prima e dopo le lezioni.

Le indagini continuano. Intanto la situazione è seguita anche dal Servizio Tutela Minori dell’Ulss n. 4 di Thiene, e dal Consiglio dell’Istituto Scolastico Comprensivo, il quale si pronuncerà a breve sui provvedimenti disciplinari da applicare.

 

Fonte:  polnews.it

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