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Autovelox selvaggio in E45: 21 persone a processo

I reati contestati sono abuso di ufficio e falso in atto pubblico, commessi secondo l’accusa per almeno tre anni.

VERGHERETO – I reati sono abuso di ufficio e falso in atto pubblico commessi in relazione a numerose violazioni del Codice della Strada. Ad essere stati rinviati a giudizio (alcuni per il primo o il secondo reato, altri per tutti e due), ieri mattina, sono 21 persone, tra cui l’ex sindaco di Verghereto Fedele Camillini, il suo vice Marco Bardeschi e tutti gli altri assessori della precedente giunta comunale, nonché gli amministratori delegati di Tecnotraffico Srl, Euten Srl e Compunet Srl, ditte che fornivano autovelox e materiale per il rilevamento della velocità degli utenti dell’E45. A fare loro compagnia anche un operatore della Polizia Municipale che, come gli altri, dovrà presentarsi a processo il 20 novembre prossimo.

Tutto il procedimento penale ha avuto inizio da una denuncia presentata nel 2008 da Luca Ricci, delegato per la Romagna dell’Automobil Club Padania (che ricordiamo non è legata a partiti politici ma difende un territorio geograficamente circoscritto e i suoi abitanti) che ieri mattina, in tribunale, era assistito come sempre dal suo legale Massimiliano Nicolai del foro di Ravenna.
Nella stessa stanza erano presenti anche il gup Rita Chierici, il pm Antonio Vincenzo Bartolozzi che ha seguito l’indagine insieme al dottor Filippo Santangelo e l’ex sindaco di Verghereto Fedele Camillini, accusato, in parole meno tecniche, di aver autorizzato la Polizia Municipale a utilizzare sull’E45 l’autovelox in modo non regolare (poco visibile e non segnalato a norma di legge) al fine non di prevenire gli incidenti ma, in un qualche modo, per incassare le multe e ingrassare le casse comunali.

I reati, secondo l’accusa, sono andati avanti per almeno tre anni, dal 2007 al 2010. Nello stesso guaio è finita anche la giunta di Roncofreddo, accusata come i vergheterini di aver utilizzato in modo irregolare l’autovelox. Mentre il sindaco Cedioli si era avvalso della facoltà di non rispondere, l’ex sindaco Fedele Camillini, nel corso delle indagini, aveva scelto di affidarsi a una memoria. Insieme al suo avvocato, Loriano Maccari di Sansepolcro, aveva preparato un resoconto su quanto era accaduto negli anni scorsi e su come veniva utilizzato lo strumento per rilevare la velocità dei veicoli. “Ho fatto tutto in piena regola e per il bene del Comune e dei miei concittadini” ha sempre spiegato l’ex sindaco. Ma il giudice, e ora c’è la conferma, ha rilevato la necessità di approfondire e, davanti alla fondatezza dell’accusa, ha disposto il processo.

“Tra l’altro – commenta Luca Ricci dell’Automobil Club Padania – in tutta questa vicenda è stato commesso anche un altro reato, ovvero quello di non destinare il 50% dei proventi delle multe per migliorare la sicurezza stradale. L’ex giunta, infatti, i soldi che incassava (quasi un milione di euro all’anno) li impiegava in tutt’altra maniera”.
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Fonte: www.romagnanoi.it

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