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Torino – Tre inchieste di Guariniello sulla città colabrodo. Chiesta la mappa della buche

Sono tre i fascicoli d’indagine sulla «città colabrodo» di Torino, afflitta da buche insidiose e asfalto corroso un po’ ovunque. A condurre le indagini è il pm Raffaele Guariniello, che ha deciso di fare una mappa di tutte le voragini, piccole o grandi, della città e di valutarne anche la pericolosità.   

Via Ormea  
I tre fascicoli riguardano gli ultimi eventi che si sono verificati nei giorni scorsi. Il primo si riferisce all’incidente mortale del 6 maggio scorso, in cui ha perso la vita Ezio Fogli, pensionato di 76 anni, «ucciso da una buca». L’uomo si è inciampato in una «voragine» nell’asfalto, scavata dalla pioggia in un tratto di via Ormea, ed è morto pochi metri dopo: stando all’autopsia disposta dalla magistratura, come conseguenza di un «duplice trauma cranico, al capo e al torace, in seguito alla caduta sul marciapiede». Subito dopo l’incidente una squadra di operai si è precipitata a ricoprire il buco. Il pm Guariniello sta indagando per omicidio colposo: il fascicolo al momento è contro ignoti. Sul caso ha disposto una consulenza per accertare le condizioni di luoghi e le dinamiche dell’incidente. Al momento è in attesa dei risultati.  

Corso Vittorio Emanuele  
Il secondo fascicolo, sempre contro ignoti per ora, ha come ipotesi di reato le lesioni colpose, ed è stato aperto in seguito all’incidente avvenuto la mattina de 25 maggio in corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla stazione Porta Nuova. In questo secondo incidente è rimasta ferita una cittadina francese di 72 anni, Arlette Goujon, tutt’ora ricoverata in ospedale, travolta da un motociclista proiettato sul marciapiede a causa di un cratere nell’asfalto. «Mentre procedevo verso Porta Nuova – ha raccontato il motociclista, 32 anni, di La Loggia, alla polizia municipale di Torino – ho notato qualcosa davanti alla mia ruota anteriore. Ho sentito la moto impennarsi e sono scivolato. Sono rimasto stordito per alcuni minuti: quando mi sono ripreso mi hanno detto che ero stato io a finire addosso alla signora». La pensionata era a due passi dall’ingresso della stazione, vicino alla fermata dell’autobus.  

Anche in questo caso gli operai del Gtt sono corsi a ripianare subito la buca che si trovava lungo la rotaia del tram. Un agente della polizia municipale ha fotografato la voragine documentandone la pericolosità, prima che venisse ricoperta con qualche palata di asfalto. In coso Vittorio Emanuele sono intervenuti anche gli ispettori della procura per effettuare un sopralluogo completo dell’area. Sull’altro lato della carreggiata, quasi all’incrocio con piazza Carlo Felice, gli ispettori hanno fotografato dei blocchi sconnessi sulla strada, «sollevati in modo insidioso». 

Burocrazia dei rattoppi  
La terza inchiesta è di carattere più generale, e prende le mosse dall’ipotesi di «messa in pericolo di un numero indeterminato di persone» a causa delle strade cittadine dissestate. Nell’ambito di questo filone, il pm ha chiesto alla polizia municipale di fare una mappa delle buche della città. Un lavoro certosino. Inoltre ha disposto più consulenze per accertare sia la disponibilità delle riserve municipali destinate alle manutenzioni delle strade sia le competenze degli uffici incaricati di gestirle. Infatti sono diversi gli enti che, a seconda della natura della buca, si occupano dei rattoppi: ad esempio Gtt e Smat.  

Con quest’ultima inchiesta Guariniello vuole verificare quanto sia diffuso il problema delle voragini in strada e dell’asfalto deteriorato. I primi dati forniti dalla polizia municipale sono eloquenti: nel 2012 gli interventi dei vigili sono stati 4094, nel primo scorcio di quest’anno 2022, per un totale di 6116 buche in 16 mesi. Nello stesso periodo si sono verificati 732 incidenti, come conseguenza di buche nel fondo stradale e tombini sconnessi. Tra gli atti del pm c’è anche un esposto presentato dal comitato cittadino strademulte.it, inviato anche al Comune e al sindaco di Torino. 

Fonte: www.lastampa.it

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