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Genova – Ubriachi alla guida, giardinieri per redimersi

Manutenzione delle aiuole e delle panchine, pitturare cancellate e recinzioni, raccogliere le foglie, svuotare i cestini, pulire le fontanelle, ma anche impieghi nelle biblioteche e a favore dei giardini scolastici. Sono 63 gli automobilisti sorpresi a guidare in stato d’ebbrezza (articolo 186 del codice della strada) o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (187), senza però aver provocato incidenti stradali, che hanno sostituito la pena detentiva e pecuniaria in attività gratuite negli enti pubblici grazie all’accordo tra Comune e Tribunale. Facendo richiesta tramite il proprio legale, hanno potuto “redimersi”, ottenendo il dimezzamento del periodo di sospensione della patente di guida, la restituzione della macchina e l’estinzione del reato.

Un bel salvagente quello lanciato da Tursi, visto che le multe possono toccare 6000 euro e sono previste pene fino a sei mesi. «Si tratta di un progetto di giustizia riparativa — spiega l’assessore alla legalità e diritti Elena Fiorini — che mira alla riabilitazione del condannato come impone l’articolo 27 della nostra Costituzione (all’esito positivo del lavoro di pubblica utilità il reato viene dichiarato estinto e la persona avrà restituita la “fedina penale pulita”, come si suol dire) sia a favorire la ricostituzione del suo corretto rapporto con la società, rendendolo consapevole dei rischi della guida in stato di alterazione, e al tempo stesso consentendogli di fare qualcosa di positivo per la comunità».

Ma quale è l’identikit di questi automobilisti che sono incappati nei controlli della polizia municipale? Stabilito che sono più i maschi (95%, 60 contro 3 donne), hanno un’età compresa tra 21 e 70 anni. L’età media è di 34,78 anni, mentre la percentuale maggiore è 2231 anni (23 casi), seguita dalla fascia tra 3342 (14) e 4353 (13). Sul totale delle persone fermate, la maggioranza delle infrazioni riguardano l’articolo 186 (94%) e solamente il 6% per entrambi (alcol e droga). Le alcolemie riscontrate variano da un minimo di 0,50 gr/litro a un massimo di 3, con 23 casi tra 0,81 e1,50 e 22 tra 1,51 e 2. «Le persone, delle più varie età ed estrazione sociale, frequentano tutte un corso preliminare di quattro ore di educazione alla consapevolezza — aggiunge Elena Fiorini, che ha anche la delega alla polizia municipale — e sono così stimolate ad affrontare sia le conseguenze potenziali della guida sotto l’influsso di sostanze, sia eventuali problematiche di alcolismo, intraprendendo veri e propri percorsi di cura. Per esempio, vengono mostrati filmati di incidenti, i vigili dell’Infortunistica spiegano quali sono i rischi che si corrono guidando in quelle condizioni».

Il gruppo di lavoro interdirezionale tenuto dalla Direzione Città Sicura, è coordinato dalla dottoressa Anna Maria Micantoni, psicologa esperta di problemi legati all’alcool. Il 64% dei soggetti è impegnato in compiti manuali, il 2% di magazzinaggio, mentre il 36% negli uffici con arrività di archiviazione, a seconda delle capacità e competenze: ci sono studenti, ma anche professionisti come commercialisti, architetti. La durata del lavoro varia da un minimo di una settimana a 5 mesi. È distribuito in fasce orarie di un minimo di 4 ore giornaliere a un massimo di 7 e mezzo. «Gli impegni seguono modalità e tempi che non devono pregiudicare le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del soggetto. Teniamo presente che il 75% delle persone ha un attività e il progetto è mirato a risolvere le problematiche e non ad accentuarle», conclude Elena Fiorini

Fonte: genova.repubblica.it

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