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Stop ai guard rail assassini I Cinque stelle al fianco dei motociclisti

guardrail

Passa in Commissione Trasporti una risoluzione per modificare le barriere, causa di tanti morti in strada
PROPOSTA DEI CINQUE STELLE-Si tratta delle barriere di metallo, i guard rail appunto, poste ai lati delle strade per evitare i salti di corsia. Concepite per contenere le automobile e i mezzi pesanti non tengono conto dei danni che possono provocare al corpo di un uomo che dovesse esser proiettato contro le loro lamiere taglienti. Le statistiche sono zeppe di episodi mortali e da tempo le associazioni dei motociclisti, come l’Ancma, portano avanti una battaglia per modificare la struttura dei guard rail. Il mese scorso Michele dell’Orco, deputato M5S, aveva presentato insieme ad altri sei colleghi di partito la risoluzione che sollecita l’impegno di Governo. «Bastano piccole azioni per fare la differenza tra la vita e la morte- ha dichiarato Dell’Orco -e per questo chiediamo al Governo di agire in fretta con l’installazione di nuove barriere, o con l’adeguamento di quelle già esistenti, nei tratti più a rischio».

 

ITALIA IN RITARDO-La richiesta ha trovato il consensoe l’appoggio delle altre forze politiche e adesso si aspetta la risposta dell’esecutivo. Uno degli ostacoli principali è l’impegno economico necessario per adeguare le attuali barriere, la quasi totalità delle quali è realizzata alla vecchia maniera. Quindi senza tenere conto del pericolo che rappresenta per chi va in moto. Il problema è noto anche al livello europeo dove la modifica normativa è però in ritardo. In Italia spesso sono le amministrazioni locali a farsi carico, sui tratti di loro competenza, della messa in sicurezza dei guard rail. Ma si tratta di una goccia nel mare. «I fondi possono essere trovati emanando i decreti attuativi della legge 120 del 29 luglio 20102« propone il primo firmatario che ha anche ricordato le impressionanti statistiche sulla mortalità dei motociclisti: il 30% degli incidenti letali riguarda infatti i centauri. Che sono una piccola parte degli utenti della strada. Spesso la più indifesa.

 

Fonte:  motori.corriere.it

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