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DISEGNO DI LEGGE: riforma del Codice della strada. Il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri 26/7/2013

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Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, il Consiglio ha approvato un disegno di legge recante delega al Governo per la riforma del Codice della strada.

Il vigente codice della strada si sviluppa in 240 articoli, a cui si aggiungono i 408 del regolamento di esecuzione. Peraltro, dal 1992 ad oggi, lo stesso è stato oggetto di più di 70 interventi legislativi, di cui alcuni particolarmente incisivi (vedi ad esempio la legge n. 120 del 2010) che ne hanno compromesso l’organicità e la chiarezza. 
Lo sche ma di disegno di legge in esame si prefigge di intervenire sul vigente codice della strada, non solo per razionalizzare i numerosi interventi legislativi sulla materia succedutisi nel tempo, ma anche per un intervento di “manutenzione normativa”.
All’esito di tale intervento normativo, il codice comprenderà solo alcune disposizioni generali e, con riferimento ai conducenti, le prescrizioni comportamentali e le relative sanzioniun testo breve,comprensibile per tutti e non solo per gli addetti ai lavori, e sicuramente non meno efficace sotto il profilo della certezza del diritto e della tutela della sicurezza stradale.
Tale sche ma di disegno di legge, da un lato indica i criteri direttivi per la riscrittura delle disposizioni che dovranno essere contenute nei decreti legislativi modificativi dell’attuale codice, dall’altro prevede la delegificazione di quelle materie che, in ragione dell’esigenza di un continuo adeguamento alla normativa comunitaria, meglio si prestano ad essere regolamentate in fonti di natura secondaria o amministrativa, in modo da poter intervenire sulle stesse con procedure celeri e tempestive.

 

I principali interventi riguardano:

  • la revisione della disciplina sanzionatoria, con espressa previsione di specifiche misure di premialità in relazione a comportamenti virtuosi nonché, in linea di continuità con quanto fatto dal legislatore nel ddl di conversione del dl “Fare”, misure riduttive dell’entità delle sanzioni in caso di pagamento delle stesse entro tempi ristretti;
  • introduzione, anche con riferimento ai conducenti minori di età, dell’istituto della patente a punti, al fine di intervenire celermente  e preventivamente nell’educazione stradale dei giovani utenti della strada;
  • la previsione, che accoglie la richiesta dall’Associazione Vittime della Strada, di un coordinamento tra procedimento amministrativo e procedimento penale, al fine di evitare che le misure amministrative cautelari di sospensione della patente di guida perdano efficacia prima della definizione del procedimento penale. In tale modo chi è colto alla guida di un’autovettura sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e/o di alcool, non potrà riottenere la patente fino a quando non è definito il procedimento penale;
  • inasprimento delle sanzioni per comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale e nei confronti dei recidivi;
  • semplificazione burocratica nella presentazione dei ricorsi avverso le sanzioni amministrativi distinguendo chiaramente gli ambiti di competenza tra ricorsi amministrativi (dinanzi al Prefetto) e giurisdizionali (dinanzi al Giudice di Pace);
  • l’adozione di misure di tutela dell’utenza debole, anche con riguardo a sistemi di maggiorevisibilità notturna per i ciclisti;
  • disposizioni riguardanti la circolazione dei veicoli sulla rete stradale ed autostradale in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente proibitive, spesso causa di gravi disastri stradali e fenomeni di paralisi e congestione del traffico;
  • progettazione e costruzione di strade più sicure con espressa previsione di una moderna segnaletica e la creazione di infrastrutture ed arredi finalizzati anche alla sicurezza degli utilizzatori a due ruote;
  • introduzione di disposizioni atte a favorire l’istallazione e la diffusione di sistemi telematici applicati ai trasporti ai fini della sicurezza della circolazione e in un’ottica di semplificazione delle procedure di accertamento delle violazioni.

 

Saranno disciplinati con lo strumento più snello del regolamento, o dell’atto amministrativo, e resteranno fuori dal nuovo codice, tutte le materie di carattere tecnico, soggette a frequenti aggiornamenti a seguito delle norme europee, in modo da poter intervenire sulle stesse in modo più celere.
Al fine di snellire i procedimenti ed alleggerire gli oneri amministrativi gravanti sull’utenza, il disegno di legge in esame prevede l’emanazione di decreti dirigenziali per le istruzioni attuative in relazione alle modalità di semplificazione delle procedure e di dematerializzazione della relativa documentazione.

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