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Cancellava le multe, sospeso dal servizio

vigili_verbale

vigili_verbaleSei mesi di sospensione dal lavoro, per un agente di Polizia locale di Gavardo che ogni tanto faceva sparire dal registro alcune multe

Dal database del Comando mancavano delle multe: scomparse senza lasciare traccia, sia dal supporto informatico sia da quello cartaceo.

Un pasticcio che ad un agente della Polizia locale di Gavardo in servizio da alcuni anni è costato sei mesi di sospensione dal servizio.
Per il momento.
Il caso, infatti, è al vaglio del pubblico ministero Valeria Bolici che ha aperto un fascicolo per soppressione di atti d’ufficio, falso e abuso d’ufficio.
Reati che hanno rilevanza penale.
Le multe scomparse sarebbero state elevate alcune dai colleghi, altre dallo stesso vigile “incriminato”.
Ad accorgersi che qualche cosa non stava andando per il verso giusto sarebbero stati i colleghi stessi che hanno riscontrato la presenza di alcuni “buchi” nella numerazione dei verbali raccolti nei database.
Al nominativo dell’agente, i colleghi sono arrivati analizzando gli accessi al sistema gestionale, che sarebbero stati effettuati con la password in suo possesso.
Difficile però anche solo recuperare i nominativi dei graziati d’ufficio, visto che è sparito tutto e che l’unico collegamento rimasto con quelle pratiche è nella memoria degli agenti.
Tanto più che incongruenze riguardano “solo” una decina di incartamenti relativi a multe elevate fra gennaio e maggio di quest’anno.
I nomi di coloro che non hanno dovuto pagarle potrebbero aggravare o anche alleggerire la posizione del vigile gavardese: ne ha ricevuto un tornaconto? Erano amici suoi? Oppure ha voluto dare una mano a delle persone in difficoltà?
Lui nega tutto e si difende affermando che quel codice alfanumerico lo tiene in un cassetto e qualcuno l’ha utilizzato al suo posto.
Il provvedimento disciplinare che ha sancito la sospensione dal servizio prima ancora che un giudice si sia preso la briga di dire la sua, è reso possibile dalla “Legge Brunetta”, grazie alla quale non è necessario attendere l’esito di un’indagine penale per punire le intemperanze di un dipendente pubblico.

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