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Codice della strada: arriverà davvero la semplificazione?

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cds1È uno degli slogan più in voga fra i politici: semplifichiamo il Codice della strada. E il Governo Letta non si distingue rispetto agli Esecutivi precedenti: stavolta le promesse verranno mantenute?

 

PER LA SICUREZZA – In teoria, la futura semplificazione del Codice della strada dovrebbe migliorare la sicurezza della circolazione stradale, perché le norme dovrebbero essere più comprensibili a chi guida, e perché si avrebbe una maggiore effettività degli istituti sanzionatori. È l’obiettivo del disegno di legge delega per la riforma del Codice della strada, appena assegnato alla commissione IX Trasporti della Camera. Si mira anzitutto alla riorganizzazione dei contenuti del Codice, in coerenza con le disposizioni che in materia sono state introdotte dalla normativa dell’Unione europea. Si punta inoltre alla revisione della disciplina sanzionatoria, anche con riferimento alle materie delegificate, secondo princìpi di ragionevolezza, proporzionalità, effettività e non discriminazione, a tal fine prevedendo anche la possibilità di modificare l’entità delle sanzioni.

PUNTI DEI MINORI – Si farà espressa previsione dell’applicabilità degli istituti della decurtazione di punteggio dalla patente di guida, del ritiro, della sospensione e della revoca della stessa, nei confronti di conducenti minorenni, in deroga alle disposizioni della legge 24 novembre 1981. Parliamo della patente AM, A e B1 per motorini e minicar, visto che solo a 18 anni si può ottenere la patente B per l’auto. La prima aggiunta al Codice della strada riguarda la previsione di applicare anche ai minorenni le sanzioni accessorie sulla patente: ritiro, sospensione, revoca e decurtazione dei punti. Così derogando espressamente al principio generale contenuto nelle legge 689/81. Già oggi è prevista nel Codice della strada la decurtazione dei punti per i minorenni, solo che non può trovare applicazione per i princìpi della legge 689/81. Pertanto, per rendere operativa la decurtazione dei punti ai minorenni, già prevista nel Codice, va modificata la legge 689/81. Ora, infatti, il minorenne subisce l’ammenda in euro, ma non può vedersi ritirata né sospesa né revocata la patente. Allo stesso modo, non può subire il taglio di punti della licenza di guida. Con la riforma, i minorenni verranno maggiormente responsabilizzati, a favore della sicurezza stradale.

RICORSI DA UNIFORMARE – Fra i progetti, anche la revisione del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, ai fini della semplificazione della procedura, dell’alleggerimento degli oneri amministrativi a carico dei cittadini e dell’eliminazione di duplicazioni. In questo caso, però, non si sa esattamente quale sarà in concreto il risultato della riforma. A tale proposito, ha detto il ministro dei Trasporti Lupi: “È un po’ strano che chi oggi fa ricorso al Prefetto e se lo vede respinto si veda anche raddoppiata la multa, cosa che non succede per chi fa ricorso al Giudice di pace. Bisognerà chiarire, eliminando condizioni vessatorie, per quali ricorsi ci si debba rivolgere all’uno e per quali agli altri“. Quindi, alla fine, ci si uniformerà alle regole del Prefetto o del Giudice di pace?

 

Fonte:  www.sicurauto.it

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One thought on “Codice della strada: arriverà davvero la semplificazione?

  1. La semplificazione del C.d.s. sarebbe cosa buona e giusta solo se il non accoglimento del ricorso presentato al prefetto non comportasse il raddoppio della sanzione. Se poi fosse abolita la spesa per il contributo unificato, necessario per rivolgersi al g.d.p., potremmo essere quasi soddisfatti. La giustizia totale, però, in un paese civile come l’Italia si può ottenere soltanto se un legislatore intelligente e onesto, introducesse l’obbligo del pagamento di una sanzione pari al doppio di quella imposta all’utente della strada, quando questi presenta un ricorso e vince.
    Enzo Cusmà.

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