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Controlli antidroga sulle strade? Inesistenti

Se guidi e bevi un po’ di vino non la passi più liscia. Ma se sei “fatto” di coca, eroina o altro hai la certezza di rimanere impunto. I numeri dei controlli parlano chiaro: 1,7 milioni di test anti alcol fatti sulle strade italiane contro i 25 mila controlli per i drogati al volante.

Insomma, dopo il duplice omicidio stradale del GRA si apre un caso: i controlli antidroga sulle strade italiane sono pochissimi. E fra Polizia Stradale e Carabinieri nel 2012 sono stati così denunciati appena 2.962 positivi (le persone tovate al volante ubriache sono state invece 33.568). Il problema è che non esiste una sorta di “drogometro” immediatamente  probante e capace di eliminare dalla strada il conducente positivo al test. Non solo: il poliziotto su strada non può procedere alla contestazione dell’ebbrezza solo sulla base dell’analisi comportamentale né è sufficiente uno dei pur efficaci test preliminari salivari (che nella Polizia Stradale e le altre forze di polizia – purtroppo – solo pochissimi operatori hanno visto) ai quali deve comunque seguire un prelievo di campioni di liquidi biologici.

“Questo particolare – spiegano all’Asaps, associazione amici polizia stradale – non è di poco conto e comporta due sostanziali effetti: da una parte, al terrore dell’etilometro non fa la giusta eco un terrore del narcotest, per cui

 

un tossicodipendente che riesca a ben mascherare la propria dipendenza da sostanze psicoattive può facilmente eludere ogni controllo, e dall’altra l’operatore di polizia stradale che decidesse di concentrare il proprio lavoro sul narco-controllo dovrebbe necessariamente ricorrere al SSN, sottraendo per ore l’unità della quale fa parte alla propria opera di vigilanza, col rischio di scontentare il proprio comando e di non combinare sostanzialmente nulla, qualora l’esito del controllo sia negativo”. 

Ovvio che con la carenza di organico che ha la polizia immaginare di tenere ferma una pattuglia presso un presidio sanitario è pura follia. Come venirne fuori? L’Asaps ha una sua idea, appena proposta al Dipartimento delle Politiche Antidroga: una volta “accertata” l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei conducenti con appositi e validati narco test, qualora non sia oggettivamente possibile procedere alla contestazione ex art. 187 CDS, il personale accertante dovrebbe procedere alla contestazione ex art. 75 DPR 309/90 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze Psicotrope), con le dovute armonizzazioni, o modificando l’articolo 187 CdS.

Il passo successivo dovrebbe essere quello di procedere alla revisione dei requisiti psicofisici per il mantenimento della patente di guida, costringendo il conducente del quale è stata accertata la positività a dover dimostrare di non essere un abituale assuntore. Diversamente i controlli veri si faranno quasi sempre dopo la tragedia.

“Infine una domanda alla politica – chiede in proposito Giordano Biserni presidente dell’Asaps – ma  la proposta sull’Omicidio stradale e per l’ergastolo della patente per la quale l’associazione Lorenzo Guarnieri con l’ASAPS e l’associazione Gabriele Borgogni  ha raccolto e consegnato in Parlamento nel novembre 2012  oltre 50.000 firme, oggi diventate quasi 72.000, che fine ha fatto?”.

Fonte: www.repubblica.it

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