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Bullismo alle scuole medie. La Procura apre un fascicolo

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scuola-adolescentiZEVIO. La polizia locale ha inviato un rapporto giudiziario al Tribunale dei minori di Venezia
Allo scopo di «assumere ulteriori informazioni»

Alla scuola media Altichiero le lezioni sono riprese con un rapporto giudiziario inviato dalla polizia locale al Tribunale dei minori di Venezia, relativo a fatti accaduti sul finire dello scorso maggio «all’interno e all’esterno della scuola».
Nella fattispecie, una lite tra ragazzi che ruppe gli argini all’allarme già alto tra i genitori circa la sicurezza dei loro figli sui banchi. L’episodio di “bullismo” fu messo all’indice anche del sindaco Diego Ruzza e da Mirco Ghirlanda e Giorgia Vesentini, capogruppo di minoranza. Proposito di tutti, una maggiore severità a scuola e ripresa delle lezioni 2013 senza episodi che ne turbino la tranquillità. Nel rapporto, il comandante Renato Cavallaro scrive che, secondo testimonianze, i ragazzi protagonisti della zuffa dello scorso 28 maggio furono divisi a fatica.
E che il loro comportamento aveva creato panico tra gli altri ragazzi e il personale docente. «Uno dei contendenti, al culmine della lite, aveva rotto il vetro di sicurezza dell’impianto antincendio». Cinque gli alunni identificati dallo stesso comandante e dall’agente scelto Anna Serafin, e successivamente convocati in municipio assieme ai genitori per capire le ragioni del loro comportamento che causò danni alla scuola. Tre di questi ragazzi sono figli di immigrati, due nativi italiani.
Sempre secondo i vigili urbani, «gli alunni in questione erano recidivi, per essere già stati segnalati da conducenti del servizio trasporti scolastico e da diversi genitori come responsabili di liti, spintoni, pugni e minacce verso loro colleghi durante i tragitti casa-scuola, tanto che fu loro vietato l’uso del bus fino a nuove disposizioni».
Nella relazione Cavallaro evidenzia «disagio giovanile e atteggiamenti di sfida che già durante l’anno scolastico 2011-2012 causarono problemi durante gli spostamenti casa-media Altichiero: atti di bullismo, danneggiamenti, minacce agli altri ragazzi e al conducente del mezzo».
Più volte la polizia locale intervenne anche all’interno della scuola. La direzione dell’Istituto comprensivo cercò d’arginare la questione con sospensioni. «Purtroppo però questi ragazzi, divisi in due gruppi contrapposti, hanno proseguito i loro comportamenti di sfida e a creare ulteriori problemi sfociati in una prima rissa, il 25 maggio 2013, iniziata con un acceso diverbio durante la ricreazione, proseguita poi con spintoni e aggressioni fisiche dentro la scuola».
La relazione continua: «I due gruppi rivali si sono fronteggiati il 28 maggio, provocandosi con insulti e minacce, nonostante l’intervento di un docente che ha cercato di dividerli». Risultato: «Con un pugno, un ragazzo ha rotto il vetro protettivo della manichetta antincendio. Turbati da quanto appena successo, gli insegnanti espressero il desiderio di non far entrare in classe i protagonisti dalla zuffa. I cui genitori hanno poi assicurato che i loro figli non sarebbero più stati attori di episodi del genere e di ripagare il danno causato».
Tra le considerazioni, Cavallaro evidenzia come soprattutto i ragazzi di origine straniera del gruppo abbiano problemi d’integrazione «e aspirino ad uscire dall’isolamento cercando, in modo sbagliato, di farsi notare a discapito di altri alunni costretti a subire le loro angherie sul bus e a scuola». Il comandante demanda alla procura del Tribunale di minori se procedere a carico del rissoso gruppetto di alunni e di chi esercita la patria potestà nei loro confronti. E, infine, rivela d’aver saputo da vie ufficiose che la procura di Venezia ha aperto un fascicolo sulla vicenda, «al fine di assumere ulteriori informazioni».

 

Fonte: www.larena.it

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