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Visita negata, chiama la forza pubblica

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agenti_polizia_localeLa Spezia – Da aprile attende la visita di controllo per il glaucoma che l’ha colpita ad entrambi gli occhi. Paola Lambertenghi, quarantaseienne mamma di Mattia, all’ennesimo “rimbalzo” che le è stato inflitto al reparto di oculistica del San Bartolomeo non ce l’ha più fatta ed è scoppiata: «Ho chiamato nell’ordine Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Municipale, perché non è possibile che si lasci la gente in balìa degli eventi e delle proprie disgrazie di salute.- afferma -: rischio di diventare cieca da entrambi gli occhi, e lo devono capire che non sono venuta al mondo per arrendermi a quei pochi personaggi che fanno della nostra sanità qualcosa da cui scappare. Ma io ho tutto il diritto di essere curata, e così non si può andare avanti».

 

Cosa è accaduto? «Purtroppo – racconta – l’anno scorso mi hanno diagnosticato questo glaucoma che mette in pericolo la vista ad entrambi gli occhi. Lascio immaginare cosa posso avere provato in quei momenti insieme alla mia famiglia, ma non mi sono abbattuta, e ho iniziato a curarmi. Morale, ho bisogno di una visita di controllo tassativamente una volta al mese come mi hanno detto i medici. Ma il mio rapporto con il reparto ospedaliero sarzanese è stato controverso, e direttamente proporzionale alla gentilezza di chi mi sono ritrovata di fronte. Non posso che parlar bene per esempio, e ci tengo a sottolinearlo e a ringraziarlo – aggiunge -, del dottor Puce.
Lui si è un professionista che si rifà alla tradizione del suo lavoro di medico: nonostante l’impossibilità di fissare un appuntamento specifico, ogni qualvolta mi sono presentata all’ambulatorio e ho trovato lui, non ha avuto difficoltà a visitarmi e effettuare la mia visita di controllo». Il problema è che «dall’inizio di agosto mi sto presentando al Centro Unico di Prenotazione dell’ospedale – racconta ancora Lambertenghi -, e gli interlocutori cadono dalle nuvole, mi rispondono che “è impossibile fissare l’appuntamento”. Impossibile è una parola e un fatto inaccettabile, per questo mi sono rivolta alle forze dell’ordine».

 

E cosa le hanno detto? «La risposta più curiosa mi è arrivata dalla Polizia – riferisce – “faccia una visita privata signora, lo sa come vanno queste cose”, mi hanno detto. I carabinieri mi hanno riferito di non poter intervenire, la Polizia Municipale invece non si occupa di questioni come la mia. Ma io ho diritto a una visita Asl, e così deve essere, ripeto, rischio di rimanere cieca da entrambi gli occhi.
Faccio una domanda: costo più all’Asl come paziente che sta lottando per evitare la conseguenza peggiore del suo male, oppure costerò di più se questo delirio dovesse concludersi nel peggiore dei modi»?
Del problema si è interessato il consigliere comunale M5S (ed ex candidato sindaco grillino) Johnny Giannini «Ciò che sta accadendo è uno scandalo – afferma -, l’ennesimo, determinato dalla politica di finti litigi pubblici e concreti accordi silenziosi sui tagli dei servizi tra regione, comune e Asl. Ma questa non la passeranno liscia, andremo in procura a perorare i diritti di Paola Lambertenghi e di tutti coloro che vivono situazioni simili alla sua».
Intanto Paola, insieme al marito Mirco Nardi (figura ultraconosciuta a Sarzana e nell’ambiente calcistico, è stato mister di tante squadre in particolare ha ottenuto risultati straordinari con Sarzanese e Bolanese), continua a lottare, contro questo muro di gomma.

 

Fonte:  www.ilsecoloxix.it

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