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Nuovo Codice della strada 2014: farsa o realtà?

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cds1Un comunicato induce i mass media a parlare di nuovo Codice della strada nel 2014: cautela con tutte queste certezze.

Talvolta, basta infilare un comunicato nel frullatore delle notizie online, perché un’ipotesi (magari plausibile) divenga realtà certa e assoluta. È quanto appena verificatosi con un recente comunicato stampa Aci, in cui si spiega che, alla 68a Conferenza del traffico e della circolazione organizzata dall’Automobile club d’Italia, c’è stata l’approvazione di una risoluzione che sprona Governo, Parlamento e tutte le istituzioni a completare la stesura e l’approvazione del nuovo Codice della strada entro il 2014. Quindi, è l’Aci che invita, sollecita, spinge Esecutivo, Camera e Senato affinché si arrivi alla riforma delle regole della circolazione. Ma da qui a dire, come hanno fatto molti quotidiani online (e non l’Aci), che finalmente il Codice della strada sarà riscritto ce ne passa.

TUTTO È POSSIBILE, TUTTAVIA… – Le variabili in gioco sono numerose, a partire dalla longevità del Governo Letta: occorre verificare se non cisaranno nuovi terremoti a livello politico in materia di Imu, Iva, accise, processi. Non va poi dimenticato che si parla di riforma del Codice della strada ormai da tre anni, e per ora s’è vista solo la riduzione del 30% degli importi delle multe se pagate entro cinque giorni, sconto che peraltro non è stato inserito in un disegno di legge organico e incentrato sulla norme della circolazione, ma in un decreto legge (o meglio in un emendamento al decreto legge stesso). Senza contare che sulle norme stesse da cambiare potrebbero aprirsi nuove crepe fra i parlamentari stessi, tali da posticipare ulteriormente l’entrata in vigore dei provvedimenti.

CONDIVISIONE DI UN PERCORSO – L’Automobile club dice che i rappresentanti del Governo e del Parlamento intervenuti alla Conferenza hanno condiviso con l’Aci stesso un percorso comune per l’ammodernamento della mobilità, “che produrrà risultati concreti sul tessuto sociale, economico e produttivo del Paese: riduzione dell’incidentalità, diffusione della cultura della sicurezza stradale, efficienza del sistema dei trasporti, semplificazione delle procedure amministrative, certezza del rispetto delle regole sfruttando le potenzialità del Pra e degli altri strumenti a tutela dei diritti dei cittadini“. Questo è, ci mancherebbe altro, anche l’auspicio di SicurAUTO.it; però dopo tanti annunci e rinvii ci andremmo cauti nel ritenere che davvero il Governo e il Parlamento si possano dimostrare così lesti ed efficienti in materia di sicurezza stradale. Fra l’altro, a tale proposito, ancora non sono all’orizzonte i decreti attuativi (da parte dei ministeri) delle norme del Codice della strada parzialmente riformato nel 2010: senza regolamenti specifici ministeriali, quella mini-riforma resta monca.

LE PIÙ IMPORTANTI NOVITÀ POSSIBILI – In ogni caso, se davvero il Codice della strada dovesse essere riformato, ci potrebbero essere queste novità. Anzitutto, ci sarà un giro di vite per i minorenni. Parliamo della patente AM, A e B1 per motorini e minicar, visto che solo a 18 anni si può ottenere la patente B per l’auto. La prima aggiunta al Codice della strada riguarda la previsione di applicare anche ai minorenni le sanzioni accessorie sulla patente: ritiro, sospensione, revoca e decurtazione dei punti. Così derogando espressamente al principio generale contenuto nelle legge 689/81. Già oggi è prevista nel Codice della strada la decurtazione dei punti per i minorenni, solo che non può trovare applicazione per i princìpi della legge 689/81. Pertanto, per rendere operativa la decurtazione dei punti ai minorenni, già prevista nel Codice, va modificata la legge 689/81. Ora, infatti, il minorenne subisce l’ammenda in euro, ma non può vedersi ritirata né sospesa né revocata la patente. Allo stesso modo, non può subire il taglio di punti della licenza di guida.

Con la riforma, se diverrà operativa, i minorenni verranno maggiormente responsabilizzati, a favore della sicurezza stradale. Inoltre, per la sicurezza delle strade, da cui dipende ancora il 15% dei morti per incidente, bisognerà intervenire sulla progettazione, la manutenzione e la segnaletica soprattutto per tutelare gli utenti più deboli: motociclisti e ciclisti. Il ministro dei Traporti Lupi ha fatto l’esempio dei guardrail: “Andranno ripensati nella forma sia quelli in cemento sia quelli in ferro, causa spesso di lesioni gravissime per i guidatori delle due ruote”. Infine, il ministro ha detto che bisognerà armonizzare gli iter per i ricorsi: “È un po’ strano che chi oggi fa ricorso al Prefetto e se lo vede respinto si veda anche raddoppiata la multa, cosa che non succede per chi fa ricorso al Giudice di pace. Bisognerà chiarire, eliminando condizioni vessatorie, per quali ricorsi ci si debba rivolgere all’uno e per quali agli altri“.

 

Fonte:  www.sicurauto.it

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2 thoughts on “Nuovo Codice della strada 2014: farsa o realtà?

  1. Si ritiene che l’articolo 21 del D.Lgs.vo 18 aprile 2011, n. 59, mentre al comma 1, apporta modifiche all’art. 219 bis del c.d.s. per cui lo stesso è stato sostituito come segue:
    «Art. 219-bis (Inapplicabilità delle sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione e della revoca della patente ai conducenti minorenni). – 1. Nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, è disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della sospensione o della revoca della patente di guida e la violazione da cui discende è commessa da un conducente minorenne in luogo delle predette sanzioni si applicano le disposizioni dell’articolo 128, commi 1-ter e 2.»

    fa un riferimento errato al comma 1- ter, mentre il riferimento corretto è quello di cui al comma 1- quater.

    Inoltre il comma 2 del citato articolo 21 prevede che:
    2. Le disposizioni dell’articolo 219-bis del Codice della strada, come modificato dal comma 1, si applicano anche ai conducenti minorenni titolari di certificato di idoneità alla guida del ciclomotore. Si applicano altresì le disposizioni dell’articolo 126-bis del Codice della strada

    Quindi la lex specialis o ancora susseguente prevede già decurtazione dei punti dal titolo abilitativo alla guida dei minori che si chiama ormai anche per essi patente.

  2. ho anche letto che una novità sarà il pagamento del corrispettivo in base al reddito del trasgressore:
    bene così gli onesti che dichiarano tutto il reddito continueranno a pagare per coloro che non lo dichiarano per intero, tralasciando anche il fatto di come possa l’agente accertaore accedere a tale informazione ibn tempo reale o ancora se l’obbligato in solido abbia un reddito diverso dal trasgressore. Ed ancora tralasciando i principi di uguaglianzam certezza del diritto.

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