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Roma, si ritira il colonnello Liporace e con il sindaco ormai è guerra aperta

ROMA – Lo scontro si annuncia epocale. «Senza precedenti», mormora un funzionario della Municipale. Il pasticcio – «la farsa» per i sindacati – della nomina di Oreste Liporace al comando dei vigili urbani rischia di trasformare i contrasti fra il sindaco Marino e la quasi totalità degli agenti in una guerra senza esclusione di colpi. E a poco potrebbe servire il passo indietro del colonnello dei carabinieri che ieri sera si è ritirato «per rispetto delle istituzioni, della polizia locale della Capitale e dei cittadini romani».

A far arrabbiare il primo cittadino è stata la lettera-diffida di 23 comandanti di gruppo – compresi i tre vice – su 27 (i quattro mancanti sono in ferie) nel caso l’incarico venga affidato ancora a un esterno, con la prospettiva di ricorsi in massa e denunce in procura per chi dovesse sottoscrivere il contratto. «Se vogliono la guerra, l’avranno», la reazione del sindaco. Parole che hanno innescato la rappresaglia dei sindacati: blocco dei servizi antiprostituzione e del Nucleo sgomberi. Il duello sul comandante appare senza soluzione. Questa mattina alle 9 nella chiesa di Santa Maria della Consolazione sarà celebrata una messa per la festa della Municipale alla quale è stato invitato anche Marino, ma il sindaco non ha inserito l’appuntamento nella sua agenda pubblica.

Ma c’è di più: dopo la vicenda del colonnello dei carabinieri stoppato perché – secondo i sindacati e poi anche il Comune – non ha i requisiti previsti dal bando, si riaffaccia ora il nome di Raffaele Clemente come comandante. Il primo dirigente di polizia, ora capo della Divisione anticrimine, ha i titoli necessari per poter guidare i 6.300 agenti della Municipale. Ha comandato la sala operativa della Questura ed è stato in prima linea, anche con Alemanno sindaco, nella stagione degli sgomberi dei campi nomadi e delle sponde di Tevere e Aniene. Un dirigente da prima linea, che raggiungerebbe al Comune una sua collega, il vice capo di gabinetto con delega alla Sicurezza Rossella Matarazzo, impegnata nella riorganizzazione dei vigili. La trattativa per portare Clemente alla Municipale sarebbe alle ultime battute: si tratta sull’alloggio di servizio.

La scelta, tuttavia, non accontenta i vigili, ancora «scottati» per come è stata gestita la selezione. Dei 99 aspiranti che hanno inviato il curriculum, in sei sicuramente sono stati convocati da Marino per un colloquio: i vice comandanti della Municipale Antonio Di Maggio e Diego Porta, i loro colleghi comandanti di Firenze, Albenga e Forlì, e Vittorio Borghini, ex colonnello dell’Arma e direttore dei Servizi cimiteriali dell’Ama. E gli altri 93, tra cui 10 comandanti romani? E poi: quando c’è stato l’incontro con Liporace? Gli altri «aspiranti» non lo hanno visto. Sotto accusa, ora, il capo di gabinetto Luigi Fucito che ha «scremato» i curricula. Il vicesindaco Nieri, ieri in giunta, gli ha espresso «solidarietà» a nome di tutta la squadra del sindaco. Ma la maggioranza è in subbuglio: sarà Fucito a pagare per tutti?

Fonte: roma.corriere.it

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