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Pordenone, due vigili disarmati dal sindaco

PORDENONE. Da controllori a controllati. Da irrogatori di sanzioni a destinatari di provvedimenti amministrativi e disciplinari.

E’ accaduto a due agenti della polizia municipale di Pordenone, disarmati dal sindaco Claudio Pedrotti su richiesta del comandante Arrigo Buranel.

Perchè la vita, a volte, va così. Passi anni a cercare di dare il meglio e rendere orgogliosa la città del suo corpo di vigili urbani e poi ti capitano fra capo e collo problemi come questi. E di fronte alla scelta se mettere la testa sotto la sabbia, cercando di nascondere i problemi, o affrontarli trattando gli agenti che hanno sbagliato come tutti gli altri cittadini, come la legge impone, al comando per fortuna hanno agito nel secondo modo.

Cos’è accaduto è presto detto. Uno dei vigili, 53 anni, fuori dall’orario di servizio, è incappato in un incidente stradale. La sua controparte opera in ambienti giudiziari. Nel sinistro non ci sono stati feriti ma l’agente, sicuro di avere ragione, ha insistito per avvertire i colleghi e ottenere un verbale delle forze dell’ordine. Dai controlli è emerso, però, che lo stesso vigile aveva bevuto troppo, prima di mettersi al volante. Di qui il sequestro per la confisca dell’auto, il ritiro della patente e l’avvio di un procedimento per guida in stato di ebbrezza.

Nel caso del suo compagno di pattuglia non c’è stato alcun incidente stradale. Le sue condizioni di salute sono divenute tali da costringerlo a un controllo medico in ospedale. L’esito non è stato ritenuto compatibile con la prosecuzione del servizio di pattuglia con un’arma in dotazione.

Sia nella prima sia nella seconda situazione, lo ribadiamo, è stato il comandante della polizia municipale, Arrigo Buranel, a inoltrare al sindaco la richiesta di disarmo. Il sindaco l’ha accolta con provvedimenti subito in vigore. Per questo, da alcune settimane, i due vigili lavorano all’interno del comando e la loro assenza non è passata inosservata nei quartieri in cui, durante l’orario di servizio, venivano visti quotidianamente.

In città la notizia è circolata rapidamente e ha diviso l’opinione pubblica. Da un lato chi avrebbe voluto i due vigili alla gogna pubblica, con nomi, cognomi ed espulsione immediata dal corpo, dall’altro chi ha sottolineato che anche negli altri casi di cittadini incappati in questi problemi le forze dell’ordine non hanno mai reso noti i nomi e dunque se la legge vale per tutti in un senso deve valerlo a tutto tondo.

Di certo, come sinora accaduto per quasi tutte le categorie professionali, anche i vigili urbani hanno pagato il loro dazio al problema alcol. Sottovalutarlo ulteriormente, da parte di ciascuno, sarebbe imperdonabile.

Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it

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