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Abolizione delle Province: gli automobilisti pagheranno meno tasse?

abolizione_province

abolizione_provinceIl ministro per gli Affari Regionali Delrio: “Entro fine anno stop a Province”.

Sono anni che si parla di abolizione delle Province, viste da diversi esponenti del Governo come enti inutili e costosissimi: il tutto in un’ottica di spending review, per cercare di rialzare le sorti del Paese Italia. Uno dei più tremendi flop dell’Esecutivo Monti (da aggiungere, per esempio, a quello degli incentivi a favore delle auto a basso impatto ambientale) è stata proprio la mancata cancellazione delle Province, nonostante fosse stata sbandierata a lungo. Per paradosso, quegli stessi enti locali hanno invece potuto usufruire di nuove e sostanziose tasse che garantiscono la loro sopravvivenza (sulle spalle dei contribuenti). Per tutto questo, non ci facciamo illusioni dopo l’uscita del ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali Graziano Delrio: “Subito via le Province, io dell’appello dei costituzionalisti non so che farmene. Riduciamo i posti della politica, non è un dramma se qualche politico torna a lavorare”, ha detto poche ore fa alla stazione Leopolda di Firenze, alla presenza del sindaco Matteo Renzi (è stato quest’ultimo a organizzare la kermesse). Sollevando l’applauso delle 7.000 persone presenti in platea.

DISCUSSIONE IN ARRIVO – In merito all’abolizione delle Province, Delrio garantisce: “Stiamo procedendo, stiamo per affrontare la discussione nella commissione affari costituzionali della Camera L’idea è quella di ridurre le varie materie di competenza oggi assegnate alle Province“. E chi farà parte allora delle Province? “Ne faranno parte i sindaci dei Comuni del territorio, che tutti assieme formeranno un’assemblea in seno alla quale verrà scelto il nuovo presidente a costo zero. Saranno cioè i sindaci a scegliere il presidente, non più i cittadini. Si tratta di una riforma molto importante“. La competenza sulle scuole – ha detto Delrio – passerà direttamente ai Comuni. Mentre la manutenzione delle strade, che è una tipica competenza intercomunale, resterà in carico alle Province. Solo che a quel punto le Province diventeranno di fatto una sorta di agenzia funzionale a servizio dei Comuni.

DOVE VANNO LE TASSE – A questo punto, guardando il problema solo dal punto di vista “automobilistico” (tralasciando gli altri possibili vantaggi della camcellazione delle Province) ci si può domandare dove andranno a finire le tasse che ora si versano a quegli enti locali. Ci riferiamo anzitutto all’Ipt, l’Imposta provinciale di trascrizione che si paga per iscrivere al Pubblico registro automobilistico un veicolo nuovo o per registrare il passaggio di proprietà di uno usa. L’Ipt varia, per ogni kW di potenza della vettura, da 3,5119 a 4,5655 euro, in base alla provincia dove essa è immatricolata. Le Province, infatti, possono maggiorare l’importa base dell’Ipt (3,5119 euro, appunto) fino al 30%, cioè fino a 4,5655 euro. Nel 2011, è stata soppressa la previsione specifica relativa alla tariffa per gli atti soggetti a Iva e la relativa misura dell’imposta è determinata secondo i criteri vigenti per gli atti non soggetti a Iva. Per tutti gli atti di iscrizione al Pra di una vettura nuova, che sono appunto soggetti a Iva, si applica la tariffa dell’Ipt valida per quelli non soggetti a Iva, che non è fissa, ma è calcolata in base ai kW della vettura. All’atto pratico, l’Ipt sulle auto nuove costa come prima solo per quelle con potenza fino a 53 kW: da 150,81 a 196,05 euro, in base alla provincia. Bisogna moltiplicare ogni kW per l’importo stabilito dalla provincia di immatricolazione.

FUGA AL NORD – Secondo l’Unrae (Case estere), l’introduzione del nuovo sistema di calcolo dell’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt) adottato dalle Province italiane (escluse quelle a statuto speciale) ha determinato lo spostamento di tutte le immatricolazioni delle società di noleggio verso le Province dove il balzello è più basso. È fuga dall’Italia centrale. Chi ne beneficia? La Provincia di Bolzano, Aosta e Trento. La ragione è semplice: le Società di noleggio spostano dal Centro al Nord (Trento, per esempio) le immatricolazioni, risparmiando milioni di euro all’anno. Infatti, l’Ipt è ora proporzionale alla potenza (compresa tra 3,51 e 4,56 €/kW) e non più di importo fisso: ogni amministrazione può aumentare fino al 30% l’importo base. È difficile che l’Ipt scompaia nel nulla con l’abolizione delle Province: è invece possibile che passino ai Comuni, assieme ad altre competenze.

IMPOSTE SULLA RCA – Ragionamento analogo per le imposte sulla Rca. Dal 2011, inoltre, l’aliquota dell’imposta Rca, pari al 12,5%, può essere aumentata o diminuita in misura non superiore a 3,5 punti percentuali (dal 2012 l’imposta Rca costituisce tributo proprio derivato delle Province). Così, ecco gli aumenti a raffica. E quasi tutte le tasse sono schizzate al massimo consentito: il 16%. D’altronde, le Province, per la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato, rincarano le Imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà, e le stesse imposte Rca (oltre ai tributi ambientali). Finiranno nella “pancia” dei Comuni anche queste imposte, assieme all’Ipt?

 

Fontewww.sicurauto.it

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