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Vigili in carcere per insegnare l’«educazione stradale» ai detenuti

educazione_stradale2

educazione_stradale2Iniziativa della Polizia municipale e del gruppo «Pradegai». Da chi è in cella domande anche banali, ma dovranno ricominciare a guidare una volta scontata la pena.

I vigili in carcere per insegnare l’educazione stradale ai detenuti. Perché? Anche i detenuti, una volta scontata la pena, dovranno essere in grado di guidare e rispettare le regole del codice della strada. È lo spirito con cui gli agenti della polizia municipale hanno varcato i cancelli del Due Palazzi nei giorni scorsi per un incontro con chi sta scontando una pena, fatto di domande e risposte.

L’ iniziativa è stata realizzata dalla polizia municipale assieme ai servizi sociali, con la partecipazione del gruppo «Pradegai» di Treviso, composto da esperti in tema di sicurezza stradale. Una cinquantina di detenuti hanno assistito con interesse alle conversazioni degli esperti e degli ufficali della polizia municipale, Sono state ricordate le più importanti regole del codice della strada, utilizzando anche spot e video. «Le domande hanno dimostrato l’utilità dell’iniziativa, perché chi è fuori dalle dinamiche della città pone dei quesiti che a noi sembrano ovvii ma che tali non sono: come si affronta una rotonda, come si guida sulle riviere vicino al tram, e così via», sottolinea una nota del comando di via Gozzi. Altre iniziative del genere saranno organizzate in futuro coinvolgendo anche i detenuti in semi-libertà cioè quelli che di giorno possono uscire per lavoro e che quindi sono tutti i giorni utenti della strada.

Nel corso dello scorso anno scolastico la polizia municipale ha incontrato circa 17 mila studenti padovani. E nello stesso periodo nel carcere di Padova sono entrati circa 3 mila studenti delle scuole superiori cittadine.

 

Fonte:  www.vigilaresullastrada.it

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