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«Limite a 30 all’ora, un’idea indecente»

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Automobilisti e consumatori contro la proposta dell’Anci: serve solo a fare cassa.

PERUGIA – «Saremmo curiosi di vedere chi propone queste modifiche, andare così piano»: una burla quella di Angelo Garofalo, presidente regionale dell’Adoc, perché di «burla» almeno secondo lui, si tratta. Una proposta “indecente” quella avanzata dall’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, di apportare una serie di modifiche al codice della strada, prevedendo fra queste l’abbassamento del limite di velocità nei centri urbani da 50 a 30 chilometri orari.

limite-velocita-30La proposta. L’Anci punta ad un incremento della mobilità ciclistica, ma anche della sicurezza stradale attraverso una serie di interventi che vanno dalla creazione di piste ciclabili sul lato destro di ogni strada urbana fino, appunto, all’abbassamento del limite di velocità da 50 a 30 orari nei centri urbani, passando per la realizzazione di posteggi a spina di pesce (a pagamento?) sul lato sinistro di ogni carreggiata urbana. Questo, e non solo, nel dossier Anci sulla mobilità (il documento parla anche del riconoscimento dell’infortunio in itinere e di altre modifiche da introdurre nel codice della strada) che sta però già facendo discutere il mondo delle quattro ruote e quello dei consumatori. Perchè? Perché dietro a quelli che appaiono come fini “nobili”, c’è il rischio che si nasconda l’idea di «fare cassa» con la valanga di multe che potrebbero arrivare dalla “dieta” del Cds.

 

Le reazioni. «Quando i camionisti minacciano di rispettare i limiti di velocità per protesta, succede il finimondo…» continua Garofalo. Aggiungendo che «è ora di finirla con l’inventare stupidaggini che non fanno altro che allontanare i cittadini dalla politica». E comunque, rispetto allo “spettro” multe, Garofalo annuncia: «Ci attrezzeremo per contrastare una eventuale “ondata” di verbali». Multe, ma non solo, nell’analisi di Alessandro Petruzzi (Federconsumatori): in questo modo i sindaci si liberano del problema della gestione e manutenzione delle strade. «Certo – dice Ruggero Campi, presidente di Aci Umbria – abbassare la velocità significa ridurre la velocità. Sarebbe come dire che per contrastare l’alcolismo non dobbiamo più vendere vino. Ma ci sono sicuramente altri strumenti che garantiscono un incremento della sicurezza: incroci e strade illuminate, marciapiedi più larghi, piste ciclabili. E senza dubbio, più attenzione al volante».

 

Fonte: www.giornaledellumbria.it

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