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Legge di stabilità – L’emendamento “ad personam” per il Segway

Nella sarabanda degli emendamenti presentati in questi giorni al disegno di legge di stabilità, è passato inosservato quello mirato a rendere legittimo l’uso del Segway su strada. Rispetto a un analogo tentativo fatto la scorsa estate, ora lo hanno reso un po’ meno “ad personam”, aggiungendovi sanzioni per chi circola con bici a pedalata assistita il cui motore elettrico spinge anche oltre i 25 km/h consentiti dal Codice della strada. Ma la sostanza è che è in corso un’iniziativa per sbloccare la situazione del Segway, venduto per anni a consumatori che – a giudicare da qualche testimonianza apparsa su questo blog quando (solitario come spesso mi capita) ho sollevato il problema – non erano stati sufficientemente informati dell’impossibilità di usare il mezzo su strada (marciapiedi e isole pedonali comprese)

Diciamolo chiaramente: sono passati tre anni da quando denunciai che il Segway PT non si può usare su strada e non è cambiato nulla.

Già all’epoca denunciavo che la questione si trascinava da quattro anni, perché tra Motorizzazione e Parlamento nessuno prendeva la decisione di autorizzare la circolazione su strada di un mezzo che è pure geniale, ma non è esente da incidenti, tanto più su strade strette e/o sconnesse come sono quelle italiane. In ogni caso, sarà difficile che ora tutto si risolva con l’emendamento alla legge di stabilità: si va a toccare una materia troppo estranea a questa norma e chi vende il Segway finora non ha dimostrato di godere in Parlamento di appoggi tanto forti (quando si dice “i poteri forti”) da consentire uno strappo alle regole.

Fonte: mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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