Questo articolo è stato letto 3 volte

Stella Manzi, il romeno arrestato e l’omicidio stradale solo annunciato

Un 21enne romeno, ubriaco, drogato e senza patente, ha ucciso in auto a Roma una bimba di nove anni: è successo alle 19 del 26 dicembre scorso sulla via Nettunense, al chilometro 25,3. Nei pressi della stazione ferroviaria Campo di Carne, l’uomo ha effettuato un sorpasso ad altissima velocità, invadendo la corsia opposta e travolgendo un’altra vettura, una Fiat Panda rossa, su cui viaggiavano cinque persone (vedi foto, ci scusiamo per la scarsa qualità dell’immagine). Il mezzo era guidato da una donna 45enne che aveva a bordo le due figlie di nove e quattro anni, due nipoti di 20 e 21 anni, e il cagnolino, morto nello schianto. La piccola, Stella Manzi, è morta dopo due giorni di ricovero in coma all’ospedale Bambino Gesù. Un sinistro che commuove e scuote le coscienze. Anche perché ci sono diverse questione sul tappeto, che inducono alla riflessione.

NESSUN ARRESTO – Per cominciare, il 21enne non è stato arrestato subito. Il padre della piccina (cui va tutto il nostro appoggio morale in un momento infinitamente drammatico come questo) s’è esposto pubblicamente, denunciando il fatto: possibile, s’è chiesto il papà di Stella, che un uomo, al volante ubriaco, drogato e senza patente, non venga arrestato? Il padre ha fatto appello al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri segnalando che il romeno era solo “denunciato a piede libero e se ne poteva andare. C’è il rischio che se ne vada. Lui adesso se ne può andare perché è denunciato a piede libero, è una cosa schifosa. Ministro Cancellieri, faccia qualcosa, questo non è un incidente stradale, è un omicidio. Si possono trovare i modi per arrestarlo, perché paghi per quello che ha fatto, così non lo fa più”. Solo dopo le parole del Manzi, è scattato il provvedimento ai danni del guidatore. Gli agenti della Polizia stradale della sottosezione di Albano hanno fermato il romeno di 21 anni. Il romeno è adesso ora piantonato dalla Polstrada in ospedale in attesa del trasferimento in carcere.

OMICIDIO COLPOSO – Il conducente è accusato di omicidio colposo, come prevede il Codice della strada: l’incidente è stato frutto di imperizia, imprudenza. Sull’onda emotiva di questo incidente (e di un altro sinistro dovuto all’alcol), il ministro Cancellieri è sceso in campo, dicendosi favorevole all’introduzione del reato di omicidio stradale, quasi volontario, che prevederebbe pene molto più severe nei confronti di chi causa incidenti in stato alterato da alcol o droga. “Entro gennaio porterò in Consiglio dei ministri – ha affermato il Guardasigilli – un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale. La cosa più importante è l’efficacia delle norme che verranno adottate. Che colpiranno gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano. Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero“. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha accolto con favore il pronunciamento del ministro della Giustizia: “Si tratta di uno dei punti qualificanti del nuovo Codice della strada, per il quale ho chiesto la delega al Parlamento già nel settembre scorso e al quale stanno lavorando gli uffici del mio ministero, coordinati dal sottosegretario Erasmo D’Angelis“. Il quale aggiunge: “Era l’impegno che mancava, sollecitato da numerose associazioni di vittime della strada e dal nostro ministero. E adesso il 2014 può davvero diventare l’anno dell’introduzione dell’omicidio stradale sia nel Codice penale che nel nuovo Codice della strada per responsabilizzare chi guida. Quanto accaduto nei giorni scorsi – ha proseguito D’Angelis – con altri morti falciati da pirati della strada e autisti che guidavano sotto effetto di droghe è inaccettabile e purtroppo va ad aggiungersi alle cronache di un’Italia che piange troppi inconcludenti con vittime e feriti sulle nostre strade. È iniziata alla Camera la riforma del Codice della strada che prevede l’inasprimento delle sanzioni per chi provoca incidenti mortali sotto effetto di alcool o droghe. Tra i princìpi è inserita la fattispecie dell’omicidio stradale per comportamenti particolarmente pericolosi e una importantissima norma coordinerà la durata della sospensione cautelare della patente, disposta dal Prefetto, fino a conclusione del procedimento penale“.

IL DIETROFRONT DELLA CANCELLIERI – Al di là dei dubbi sull’efficacia del cosiddetto “ergastolo della patente” (il ritiro a vita della patente, che comunque il romeno non aveva mai conseguito…), va evidenziato il dietrofronte di Annamaria Cancellieri, che nell’aprile 2012, quand’era ministro dell’Interno, si disse sostanzialmente contraria all’omicidio stradale: “Sull’introduzione del reato di omicidio stradale gravano perplessità di ordine tecnico relative, in particolare, all’individuazione dell’elemento soggettivo e ai rischi di sovrapposizione con le ipotesi dolose e colpose già disciplinate dal Codice penale“. E per la revoca delle patente a vita? “Una sanzione lunga – affermò – è già efficace, dato che la patente può essere uno strumento di lavoro“. Ma allora, che cosa ha fatto cambiare idea al ministro? Interessante l’ipotesi di Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure: “Si pensa che dietro la proposta della Cancellieri ci siano banali esigenze di effetto-annuncio per dare un contentino all’opinione pubblica. Tanto più che la giornata festiva in cui è stato dato l’annuncio era la più propizia: i media sono a caccia di queste cose, per riempire spazi in ore avare di notizie importanti“. E a proposito di pirati della strada, va evidenziato il gesto del padre di un guidatore fuggito dopo essere scappato in seguito a un sinistro. Il conducente è stato identificato grazie alla denuncia del padre. Che si è recato all’ospedale di Castelvetrano, ha telefonato ai Carabinieri raccontando l’accaduto e consentendo loro di rintracciare il figlio, un romeno di 21 anni. Davvero splendido l’esempio dato dal papà che denuncia il figlio: tutti i familiari che troppo spesso coprono i crimini dei figli in macchina, dovrebbero avere quel signore come modello da seguire

Fonte: www.sicurauto.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *