Questo articolo è stato letto 1 volte

Comuni: niente decreto sui proventi autovelox

La Legge 120/2010, articolo 25, che riformava il Codice della strada, prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade. Perché questa norma venga applicata, occorre un decreto interministeriale attuativo, che doveva arrivare nel volgere di pochi mesi, e poi entro fine 2013. L’obiettivo della legge è evitare che i Comuni facciano cassa sulle pelle degli automobilisti, piazzando le macchinette solo per ripianare le casse esauste delle amministrazioni; e mira a garantire più fondi agli enti proprietari delle strade perché migliori la sicurezza. In mancanza del decreto, i Comuni stessi avrebbero potuto stipulare patti coi proprietari delle strade che passano entro il territorio comunale (strade statali, regionali e provinciali): se questo non è avvenuto, è perché ai Comuni siffatta situazione fa molto comodo. Non spartiscono i proventi autovelox, non rendicontano le entrate al ministero dell’Interno, non redigono una relazione al ministero dell’Interno. Non fanno, quindi, tutto quello che il legislatore ha chiesto nel 2010, ma che non è stato concretizzato con un decreto interministeriale. Una nota dell’Anci (l’Associazione dei Comuni) terminava così nel giugno 2012: “Pertanto, individuando la data del 29 aprile 2012, data di entrata in vigore della Legge di conversione 44/2012, il dies a quo per il calcolo dei novanta giorni ai fini dell’obbligo di ripartizione dei proventi, si ritiene che l’applicabilità del dispositivo farà riferimento comunque all’esercizio finanziario dell’anno 2013“. Ora, è arrivato un parere interessante dell’Anci Emilia-Romagna, che andiamo a illustrare.

COSA SAREBBE OPPORTUNO FARE NEL 2014 – Circa i controlli effettuati con autovelox comunali su strade provinciali (o regionali) per l’esercizio 2013, sarà opportuno, dice la nota Anci Emilia-Romagna, procedere non oltre al 31 maggio 2014 a una rendicontazione all’ente creditore dei proventi effettivamente incassati alla data del 31 dicembre 2013, al netto delle spese di accertamento, notifica e incasso. Qui, servirà l’indicazione dei possibili interventi di miglioramento da adottare nell’infrastruttura oggetto di controllo elettronico, nel rispetto delle indicazioni contenute negli articoli 142 e 208 del Codice della strada. Il versamento dei proventi dovrà quindi essere effettuato nel rispetto dei singoli conseguenti accordi di dettaglio concertati tra le parti. E per quanto riguarda la rendicontazione obbligatoria annuale al ministero dell’ammontare complessivo delle multe? L’Anci Emilia-Romagnasi ritiene che in mancanza del necessario supporto informatico questa incombenza al momento potrà non essere osservata.

TUTTA TEORIA – Durante questi tre anni di silenzio da parte del decreto, la ripartizione dei proventi tra gli enti interessati avrebbe potuto essere attuata mediante un accordo tra le parti coinvolte. In teoria (perché poi sull’applicazione effettiva della norma si hanno divere perplessità), la regola dice: “Ciascun ente locale trasmette in via informatica al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al ministero dell’Interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti è ridotta del 90 per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze. Le inadempienze di cui al periodo precedente rilevano ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale e devono essere segnalate tempestivamente al procuratore regionale della Corte dei conti“. Ma coi ministeri che dormono, coi vari Governi che si succedono non interessati alla questione (anche l’Esecutivo Letta non ha messo mano al problema), c’è da pensare che ancora per mesi (per anni?) tutto rimarrà così.

Fonte: www.sicurauto.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *