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Firenze – Vigili: da febbraio si cambia, ecco come. L’intervista ad Antonella Manzione

Trasformazione culturale e salto di qualità’. Nuova organizzazione e diversificazione delle attività. Obiettivo più presenza in città.
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LEI continua a chiamarla «riorganizzazione» del corpo di polizia municipale, ma quella che andrà in scena sulle strade cittadine dal 1 febbraio in poi è una vera e propria rivoluzione culturale. Perchè quella che deve cambiare — spiega la comandante della polizia municipale Antonella Manzione (che è anche direttore generale del Comune), non è tanto la funzione specifica, ma la testa dei vigili urbani.

Comandante, lei è da tempo al lavoro per aumentare il numero degli agenti sulle strade fiorentine. Ci siamo?
«Sì. Dal 1 febbraio avremo completato il processo riorganizzativo».
 

Operazione complicata?
«Per forza. Prima abbiamo analizzato i problemi, poi le forze in campo e poi è iniziata la condivisione con tutti i dipendenti in un momento non facile come quello che i dipendenti pubblici stanno vivendo».
 

Traduciamola in numeri.
«Il corpo di polizia municipale è composto da 853 agenti. Attualmente ce ne sono 438 che lavorano prevalentemente per strada, dal 1 febbraio in poi ce ne saranno 596».

Vuol dire 158 in più?
«Esattamente. Al netto delle 46 assunzioni e della trentina fra pensionamenti, mobilità e inabilità».

Come utilizzerà queste forze?
«Domanda sbagliata. Come riutilizzeremo tutti e 853 i nostri agenti ai quali proponiamo una trasformazione culturale. Un vero e proprio salto di qualità».

Per approdare dove?
«A operatori polivalenti che, senza disperdere il patrimonio di specializzazione che a Firenze conta molte eccellenze, dalla polizia annonaria a quella edilizia. Ma un vigile urbano deve saper fare, soprattutto essere disponibile a fare, sempre tutto: anche rilevare un incidente stradale».

Un altro esempio?
«Il presidio nei mercati. Se chi lo svolge è in uniforme diventa anche un punto di riferimento per i cittadini. Finora tutti in borghese e solo per sanzionare».

Per qualcuno un mestiere quasi da ri-imparare.
«Infatti abbiamo previsto un periodo di formazione al fine di valorizzare le nostre risorse umane».

Scusi comandante, quello del vigile è un lavoro difficile e faticoso, certi turni possono essere massacranti soprattutto per chi è vicino alla pensione.
«Un problema reale e comune anche all’interno delle forze dell’ordine che sono pronta a sostenere in sede di rivendicazioni previdenziali e contrattuali. Ma l’età media dei nostri vigili è di 45 anni e tutti hanno sempre fatto notti e festivi».

Quali sono le novità assolute della riorganizzazione?
«I cinquanta vigili del nucleo di prossimità che agiranno nelle aree critiche, solo a piedi e all’interno del comparto ‘città sicura’.  Il nuovo reparto ‘Violenza di genere’ con due agenti dedicati all’ascolto e all’intervento nei casi più a rischio. Il «Controllo gestione interna» per garantire la qualità del servizio offerto ai cittadini e la nuova organizzazione della Centrale operativa, cuore pulsante che il vero front line del nostro lavoro, dove lavorerà solo personale appositamente specializzato nella comunicazione e nell’utilizzo delle nuove tecnologie per avere sempre il quadro della situazione in tempo reale e trasmettere ai cittadini le informazioni anche via twitter. Perchè la nostra prossima frontiera è l’utilizzo massiccio delle nuove tecnologie per migliorare i nostri servizi».


Fonte: www.lanazione.it

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