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Firenze – Vigili, da febbraio si cambia, ecco come

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manzione_antonellaFirenze, 15 gennaio 2014 – LEI continua a chiamarla «riorganizzazione» del corpo di polizia municipale, ma quella che andrà in scena sulle strade cittadine dal 1 febbraio in poi è una vera e propria rivoluzione culturale. Perchè quella che deve cambiare — spiega la comandante della polizia municipale Antonella Manzione (che è anche direttore generale del Comune), non è tanto la funzione specifica, ma la testa dei vigili urbani.
Comandante, lei è da tempo al lavoro per aumentare il numero degli agenti sulle strade fiorentine. Ci siamo?
«Sì. Dal 1 febbraio avremo completato il processo riorganizzativo».
Operazione complicata?
«Per forza. Prima abbiamo analizzato i problemi, poi le forze in campo e poi è iniziata la condivisione con tutti i dipendenti in un momento non facile come quello che i dipendenti pubblici stanno vivendo».
Traduciamola in numeri.
«Il corpo di polizia municipale è composto da 853 agenti. Attualmente ce ne sono 438 che lavorano prevalentemente per strada, dal 1 febbraio in poi ce ne saranno 596».
Vuol dire 158 in più?
«Esattamente. Al netto delle 46 assunzioni e della trentina fra pensionamenti, mobilità e inabilità».
Come utilizzerà queste forze?
«Domanda sbagliata. Come riutilizzeremo tutti e 853 i nostri agenti ai quali proponiamo una trasformazione culturale. Un vero e proprio salto di qualità».
Per approdare dove?
«A operatori polivalenti che, senza disperdere il patrimonio di specializzazione che a Firenze conta molte eccellenze, dalla polizia annonaria a quella edilizia. Ma un vigile urbano deve saper fare, soprattutto essere disponibile a fare, sempre tutto: anche rilevare un incidente stradale».
Un altro esempio?
«Il presidio nei mercati. Se chi lo svolge è in uniforme diventa anche un punto di riferimento per i cittadini. Finora tutti in borghese e solo per sanzionare».
Per qualcuno un mestiere quasi da ri-imparare.
«Infatti abbiamo previsto un periodo di formazione al fine di valorizzare le nostre risorse umane».
Scusi comandante, quello del vigile è un lavoro difficile e faticoso, certi turni possono essere massacranti soprattutto per chi è vicino alla pensione.
«Un problema reale e comune anche all’interno delle forze dell’ordine che sono pronta a sostenere in sede di rivendicazioni previdenziali e contrattuali. Ma l’età media dei nostri vigili è di 45 anni e tutti hanno sempre fatto notti e festivi».
Quali sono le novità assolute della riorganizzazione?
«I cinquanta vigili del nucleo di prossimità che agiranno nelle aree critiche, solo a piedi e all’interno del comparto ‘città sicura’.  Il nuovo reparto ‘Violenza di genere’ con due agenti dedicati all’ascolto e all’intervento nei casi più a rischio. Il «Controllo gestione interna» per garantire la qualità del servizio offerto ai cittadini e la nuova organizzazione della Centrale operativa, cuore pulsante che il vero front line del nostro lavoro, dove lavorerà solo personale appositamente specializzato nella comunicazione e nell’utilizzo delle nuove tecnologie per avere sempre il quadro della situazione in tempo reale e trasmettere ai cittadini le informazioni anche via twitter. Perchè la nostra prossima frontiera è l’utilizzo massiccio delle nuove tecnologie per migliorare i nostri servizi».

 

Fonte: www.lanazione.it

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11 thoughts on “Firenze – Vigili, da febbraio si cambia, ecco come

  1. E continuavano a chiamarli vigili urbani e nessuno che spieghi che non esistono piu’ dal lontano 1985, nemmeno il Comandante……

  2. Ma cosa vogliamo cambiare se ancora dopo 25 anni gli agenti di Polizia Locale o Municipali continuiamo a chiamarli ‘Vigili’…..

  3. ” violenza di genere”???? ma che roba è!!!!!!!!!!!!!ma questo comandante che competenze ha maturato in passato per riorganizzare un corpo di pm????addirittura anche direttore del comune????????????deve essere proprio persona di fiducia di renzi!!!!!!!!!!!!

  4. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i colleghi di Firenze che sono i diretti interessati e che conoscono (loro) il territorio e le possibili criticità nell’attuare questo “cambiamento” che poi si risolve nella solita minestra: “tutti fuori!!!” per la gioia dell’Amministrazione e del Comandante che raggiunge gli obbiettivi…… Io sono assolutamente favorevole al potenziamento del servizio esterno, per questo mi piacerebbe che i Comandanti rilasciassero interviste per dichiarare il loro impegno non tanto a cambiare la mente degli Agenti quanto ad assicurare ai rispettivi Corpi tutti i mezzi necessari per espletare al meglio il loro lavoro in condizioni di sicurezza. Il “Servizio di prossimità SOLO APPIEDATO nelle AREE CRITICHE (??)” non è garanzia di sicurezza né tantomeno di efficienza. Meglio il servizio di pattuglia automontata con effettuazione di presidi nelle zone critiche. Questa modalità garantisce il controllo del territorio e il pronto intervento (vale a dire operatività ed efficienza) e al tempo stesso permette agli Agenti di lavorare in sicurezza. Un caro saluto a tutti i colleghi

    • Vaglielo a spiegare a chi sulla strada non c’è mai stato…..!!!! Da dietro una scrivania tutto diventa più semplice…..ma la realtà va vissuta sulla propria pelle….non per sentito dire…..!!!

  5. Condivido appieno l’osservazione di Davide.., e noi a Roma che svolgiamo qualsiasi operazione possa capitare con il metodo..No corsi agg.to operativi? ahia ahia…

  6. Caro comandante , questa intervista se la poteva anche risparmiare.Si vede che Lei è un dirigente comunale ma non può essere un Comandante.A parte che parla di Vigili Urbani ???? vabbè, ma sentire che:”Ma un vigile urbano deve saper fare, soprattutto essere disponibile a fare, sempre tutto: anche rilevare un incidente stradale».
    Evidentemente Lei vive sulla luna.

  7. Detta così mi sembra la solita favoletta da politici buonisti della “polizia di prossimità”…speriamo che rimanga una favoletta ..perchè quando è stata messa in pratica ha fatto solo danni…

  8. Sì, brava Antonella Manzione.
    Innovazione e cambiamento.
    Soprattutto inculcare nella testa di taluni che il servizio in divisa va fatto, va fatto il servizio appiedato.
    Se non erro (con buona pace di coloro entrano nella Polizia Municipale credendo di entrare nell’Fbi) si chiama proprio POLIZIA MUNICIPALE.
    Inculcare a taluni il fatto che rilevare un sinistro o sanzionare un veicolo in doppia fila è strettamente competenza della Polizia Municipale.
    Prima dei sogni di gloria (alcuni veramente risibili) credo che debba esserci la professionalità, e questa riorganizzazione mira anche a quello, cambiare la testa per crescere in professionalità.

    Emanuele

  9. il fatto che la Comandante Manzione sia persona di fiducia di Renzi o sia anche direttore generale dovrebbe rendere orgogliosi gli appartenenti alla nostra categoria… che gli incarichi di prestigio sono affidati ad una persona che provenga dalla carriera della polizia municipale significa che nella polizia municipale si stanno affermando delle professionalità che non hanno nulla da invidiare ai dirigenti degli altri settori (forze di polizia dello stato incluse). Perciò, è ora di abbandonare il pessimismo cosmico che invade gli operatori di PM , in particolar modo sulle riforme mancate, sulle discriminazioni e sulle nomenclature e di pensare a fare con professionalità il nostro lavoro.

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