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Il «tesoretto» dei falsi poveri rom sequestrati beni e gioielli per 2 milioni

Grazie alle false attestazioni di indigenza, fruivano di alloggi e utenze a carico del Comune, senza dover pagare nulla.

ROMA – Rom con conti correnti milionari, ma che per ottenere gli aiuti comunali apparivano nullatenenti. Era già accaduto nel marzo 2013, quando la polizia municipale della Capitale aveva analizzato le posizioni reddituali di 3.500 nomadi, ora la situazione si ripete: uguale. Il comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza ha sequestrato a 20 persone – tutte di etnia Rom, residenti presso i vari campi nomadi autorizzati della Capitale – beni per circa 2 milioni di euro. E’ il «tesoretto» dei falsi poveri

LUCE E GAS GRATIS – Denaro contante, libretti di deposito, obbligazioni e numerosi gioielli preziosi custoditi in cassette di sicurezza: ufficialmente i rom risultavano indigenti, tanto che fruivano di alloggio ed utenze (acqua, elettricità e gas) gratuite a carico di Roma Capitale, oltreché dell’esenzione dalla tassa sui rifiuti. Ma la loro posizione contrastava con alcuni indizi, come la presenza di auto di lusso nei campi. Come nel marzo scorso, quando i controlli incrociati dei vigili urbani – con la collaborazione delle Poste- portarono alla scoperta di beni e contante per quasi 10 milioni di euro, ora il Campidoglio dovrà sospendere gli aiuti alle famiglie coinvolte nel caso delle false dichiarazioni di indigenza.

PERICOLOSITA’ SOCIALE – Il patrimonio scoperto dai finanzieri era decisamente sproporzionato e non giustificato dai redditi dei rom che, invece, annoverano numerosi precedenti per gravi reati quali furto, ricettazione, armi, rapina, falsificazione di denaro, false identità. Gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle hanno permesso alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma di emettere 20 provvedimenti di confisca dei beni già sottoposti a sequestro, sulla base della manifesta sproporzione fra il patrimonio posseduto ed i redditi dichiarati al Fisco, nonché, si legge in una nota «della conclamata pericolosità sociale dei proprietari, trattandosi di pregiudicati responsabili, negli anni, di numerosi episodi criminosi: furto, ricettazione, false attestazioni dell’identità personale, rapina, falsificazione di monete, porto e detenzione abusiva di armi».

Fonte: roma.corriere.it

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