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Multe per divieto di sosta via twitter: è possibile?

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social-networkSì e no, o meglio: forse.
Ma cerchiamo di fare ordine. La notizia è apparsa sulla stampa recentemente a seguito di un’iniziativa di una grossa città.
In pratica un invito a segnalare via twitter, o magari anche altri strumenti, le autovetture colpevoli di sostare nelle situazioni che creano maggior intralcio (doppia fila, magari anche pedonali, ecc).
Al di là degli schieramenti ideologici (favorevoli o contrari) che hanno riempito le pagine di molti giornali, e sui quali non mi pronuncerò dal punto di vista ideologico e/o dentologico, quello sul quale è necessario fare chiarezza è “se si può fare”.
Certamente l’articolo 13 della legge 689/81 consente di acquisire notizie di illeciti amministrativi anche con le informazioni riportate da un privato cittadino. Attenzione però! In questo caso il verbale di infrazione non ha fede privilegiata, cioè non fa fede fino a querela di falso (diversamente dalle verbalizzazioni effettuate per illeciti per fatti avvenuti in presenza del verbalizzante).
Se si volesse adottare questa procedura sarebbe pertanto necessario sentire il cittadino/segnalatore ex articolo 13 legge 689/81 al fine di acquisire, quanto meno, le seguenti informazioni: il veicolo era in arresto, fermata o sosta? (certamente un filmato anzichè la foto sarebbe di aiuto). Ed ancora: c’era qualche ostacolo che impediva lo scorrere del traffico? Data ed ora dell’illecito? ecc ecc
Quanto poi al modo di trasmettere la documentazione foto/video, non dimentichiamo che il Garante per la Privacy ha avuto modo, più volte, di precisare che se è vero che gli illeciti possono essere accertati anche con riprese foto/video, queste riprese possono essere utilizzate solamente per tale scopo e non divulgate con una sorta di gogna mediatica.
E’ evidente pertanto che una ripresa foto/video di un’infrazione, ben può essere trasmessa all’organo verbalizzante, ma alle seguenti condizioni:
1) con un canale “diretto” in modo che non sia divulgata la targa del veicolo a persone diverse rispetto all’organo verbalizzante
2) i tratti somatici delle eventuali persone a bordo debbono essere oscurati/travisati in modo non possano essere riconoscibili
3) chi comunica deve rendersi identificabile, affinchè i verbalizzanti possano acquisiere la sua dichiarazione, unica “pezza d’appoggio” per una verbalizzazione di un illecito non avvenuto in presenza del verbalizzante.
Da non dimenticare che il cittadino può fotografare un veicolo con targa e magari anche persone visibili a bordo, ma ne deve fare un utilizzo strettamente privato, rischiando pesanti sanzioni qualora utilizzati questi dati con un trattamento non autorizzato o, peggio, senza aver acquisito il consenso del titolare del diritto.
Per concludere: il cittadino può fotografare ed inviare la foto ad un organo di polizia qualora rilevi un illecito. Ma non può divulgare la foto, nè pubblicarla sui social network. Chi poi riceve la foto deve trattarla travisando gli eventuali occupanti del veicolo e sentire ex articolo 13 legge 689/81 il segnalante.
Ma è davvero conveniente dal punto di vista burocratico?
Cosa diversa, ovviamente se, nell’impossibilità di controllare tutto, la pattuglia si muove su segnalazione “social” per intervenire sul luogo dell’infrazione (anche in questo caso, però, l’utilizzo della foto deve seguire le istruzioni fornite dal Garante)

8 thoughts on “Multe per divieto di sosta via twitter: è possibile?

  1. Con i problemi riguardanti il traffico nelle grandi città, i geni di questo Comune, che avrebbero lanciato questa formidabile trovata, ritornano indietro al 1400, in pieno medioevo, tirando fuori dal cilindro una pseudo caccia alle streghe, che, oltre a non sortire nessun effetto, ridicolizzare ancor di più (se mai ce ne fosse la necessità!) la categoria, sortirebbe il concreto risultato di mettere “tutti contro tutti” con ovvie conseguenti faide trasversali ed intasare con modalità senza precedenti gli uffici comunali.
    Bè, complimenti a questi amministratori degni da primato di classifica… quale primato lo lascio decidere a Voi.

    • Caro Emanuele, una volta mi sono trovata scritta sulla macchina questa frase: “se vuoi che tutti rispettino le regole, dovresti iniziare tu”.
      Avevo parcheggiato in una maniera indecente e da allora, ho cercato sempre di rispettare regole, perchè ne vanno di mezzo gli altri.
      Se sei un “abituè” di parcheggi nei disabili, rampe e passaggi pedonali, hai fatto benissimo a scrivere il tuo messaggio.
      In caso contrario, se volessi che le persone menefreghiste (e ce ne sono abbastanza in Italia) paghino un pochino per le loro azioni (che a volte sono dettate proprio da pigrizia o noncuranza verso gli altri) io gli farei una bella foto.
      Che poi questo si risolva in multe o altro… deciderà la polizia municipale che paghiamo tutti (e quindi deve lavorare!). Gli procuriamo solo un po’ più di lavoro… magari assumeranno qualcuno in più per fare tutte queste multe!

  2. Cara Laura,
    non sono affatto quello che tu hai detto, tutt’altro!
    Ritengo davvero ridicola (per non dire altro) una proposta del genere da parte di questo Comune.
    Ridicola per il semplice motivo che sortirebbe solo l’effetto di rendere caotica, ulteriormente gravosa e farraginosa questo tipo di attività amministrativa.
    Ma ti immagini il verbale di contestazione recapitato a casa? Avrebbe una dicitura di questo tipo: “l’auto x alle ore y sostava nella via z in doppia fila. L’accertamento è stato effettuato previa segnalazione del Sig. Rossi Mario nel sito twitter della Polizia Municipale del Comune k.”
    Ma tutto questo non ti sembra almeno grottesco?
    La Polizia municipale deve lavorare? Senza dubbio! Ci mancherebbe. Allora in questo famoso Comune gli Amministratori fecessero uscire i vigili a fare i controlli in prima persona, controlli che la legge affida espressamente a questi ultimi!
    Non potrei altro che definire ridicola la proposta. E mi muovo volutamente su di un piano di contegno di definizioni.

    • Caro Emanuele, evidentemente non hai compreso a fondo il sunto dell’articolo. Chi farà la segnalazione via twitter o in altro modo (email-pec- etc) non solo avrà l’assoluto divieto di “postare” foto delle soste selvagge ma avrà peraltro l’obbligo di essere “interrogato” ai sensi dell’art. 13 legge di depenalizzazione 689/1981 al fine di certificare, nero su bianco, ciò che ha visto e vuole segnalare. Pertanto, sul verbale inviato a casa sicuramente non verrà riportato il nome del segnalante ne il mezzo attraverso il quale è stata effettuata la comunicazione (per ovvi motivi di privacy). Poi, quando arriverà il verbale a casa, regolarmente notificato, nulla vieterà di richiedere l’accesso agli atti al fine di vedere l’intero fascicolo per eventualmente fare ricorso o procedere, qualora si ravvisino gli estremi, per calunnia ai danni del segnalante (qualora le dichiarazioni risultassero false).
      Non ci vedo nulla di male. In Svizzera Tedesca da anni un cittadino ha il potere di far sanzionare una violazione avvenuta in sua presenza semplicemente segnalando dettagliatamente l’entità della violaizone e del veicolo alla Polizia.

  3. Ho compreso fin troppo bene carissima Laura!!
    Questa storia somiglia tanto alla trovata del Comune di Napoli: creare una banca dati con l’analisi biologica degli escrementi dei cani regolarmente registrati all’anagrafe canina, per poi accertare le infrazioni future di coloro che non raccolgono gli escrementi stessi.
    Siamo fuori da ogni logica…!!!
    Oltre agli effetti che ti ho già illustrato, questa “formidabile” proposta sortirebbe l’ulteriore effetto di deridere, schernire, vituperare (e mi contengo volutamente) la categoria della Polizia municipale.
    La p.a. deve essere presente, trasparente e deve rapportarsi direttamente con il cittadino, non trincerarsi dietro queste che a parer mio sono emerite buffonate.
    C’è bisogno di controllare le soste? Ok, mi sta benissimo, sono io il primo a dire che debba farsi il controllo! Da parte degli organi preposti però! Si mandino i vigili (o gli ausiliari del traffico!) a controllare con penna e blocchetto o, per le amministrazioni più avanzate, con palmare digitale.
    A questo punto perché non utilizzare lo stesso criterio per accertare le infrazioni al semaforo rosso, alle strisce continue, agli stop, ai dare precedenza, alla circolazione con dispositivi inefficienti ecc. ecc.?

    L’Italia è il paese dove regna sovrano il cosiddetto “ufficio complicazioni affari semplici”.

    Emanuele

  4. Pingback: Alt alle “multe social” con denunce via Twitter

  5. Finalmente ci stiamo arrivando! Il libero cittadino in un libero stato deve poter cooperare, secondo le norme, all’attività di prevenzione degli illeciti. Fa parte del diritto di cittadinanza. Basta con la cultura del sospetto ! quando documento un illecito amministrativo, mediante foto con data certa, e me ne assumo la responsabilità, quell’accertamento deve poter essere utilizzato dalla polizia per sanzionare il colpevole. Non sarà la guerra di tutti contro tutti paventata da Emanuele, semplicemente diventeremo più attenti, e paga chi sbaglia, non tutti gli altri !

  6. Per Enrico e giustizieri vari ! non essendoci gia ´ poche divisioni ,odi e attriti tra gli italiani provvediamo pure per banali divieti di sosta a fomentare altri odi rancori e vendette ! Ognuno faccia il proprio lavoro e se un´ auto e´ di intralcio si chiami chi di dovere ma il cittadino non puo´ sostituirsi ai vigili! E per favore finitela con questa Svizzera che non ha da insegnare niente a nessuno salvo il suo assoluto grigiore!

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