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Multa fatta a occhio: certo che vale!

I fatti che andiamo a raccontarvi sono semplici. Qualche mese fa, un automobilista viene fermato dai Vigili, e multato per eccesso di velocità: non si trattava del solito rilevamento con autovelox, previsto dall’articolo 142 del Codice della strada, ma di un rilevamento a occhio, in base all’articolo 141. Secondo cui è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che – avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato e al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e a ogni altra circostanza di qualsiasi natura – sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose e ogni altra causa di disordine per la circolazione. Ma il sanzionato non ci sta, fa ricorso al Giudice di pace, e vince: multa di 41 euro annullata.

LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA – Secondo il magistrato, infatti (così come spiegava il sanzionato), una multa per eccesso di velocità, se l’infrazione è rilevata solo dall’occhio del Vigile, non è valida: deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi. Lo ha stabilito il Giudice di pace di Nardò, Veneranda Cerfeda, con la sentenza 10/2014 pubblicata il 10 gennaio 2014, dando ragione all’automobilista che aveva impugnato il verbale di accertamento in cui si affermava che il conducente ometteva di regolare la velocità in modo da non costituire pericolo in un tratto di strada in prossimità di intersezione. Insomma, correva troppo, anche perché nei paraggi c’era un incrocio. Tuttavia, il Giudice di pace ha accolto il ricorso poiché il verbale risultava nullo per carenza degli elementi oggettivi, e si fondava unicamente sulla percezione soggettiva degli agenti accertatori.

IL RICHIAMO ALLA CASSAZIONE – Il magistrato faceva richiamo alla sentenza 22891/2009 della Cassazione (seconda sezione civile), interpretandola nel senso che sarebbero nulle le multe inflitte per alta velocità sulla base di quello che ha visto l’occhio del Vigile o di qualsiasi altro agente accertatore. Che può accorgersi e contestare a ragione l’assenza di fari accesi fuori dal centro abitato o la guida senza cinture, ma non può però dare multe per alta velocità sulla base della sua “percezione soggettiva”. La violazione, per il Giudice di pace, e per come questi ha interpretato la Cassazione, doveva essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, avrebbero consentito di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo.

IN PUNTA DI DIRITTO – In realtà, la Cassazione faceva riferimento a un altro tipo di situazione, molto più complessa e delicata. E aveva sostenuto che la sola percezione soggettiva dell’agente accertatore, senza alcun elemento di riscontro, non è sufficiente per considerare valida una multa per guida pericolosa, in riferimento a un automobilista multato per aver guidato a velocità pericolosa, senza fari accesi, fuori dal centro abitato e senza cintura di sicurezza. La serie di infrazioni era stata rilevata da un agente che si trovava a bordo della sua auto di servizio. Quindi, non era la sola velocità pericolosa (come nel caso della recente multa annullata), ma una lunga serie di infrazioni. Inoltre, la Cassazione (non a sezioni unite) ha preso in esame un caso specifico molto particolare. E comunque, se – in assenza di autovelox – per un agente delle forze dell’ordine è impossibile multare chi guida in modo pericoloso, allora non ha più senso l’articolo 141. Che è tutto basato su percezioni soggettive, come si desume dal testo: il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile. In particolare, il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti o ingombrati, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell’attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati da edifici. Il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l’incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza e quando, al suo avvicinarsi, gli animali che si trovino sulla strada diano segni di spavento. Pertanto, senza un autovelox, ossia senza un riscontro oggettivo, qualsiasi valutazione di agente delle forze dell’ordine è soggettiva. A nostro parere, in definitiva, la multa era valida, e l’articolo 141 era e resta uno dei più importanti del Codice della strada: anzi, dovrebbe essere applicato più spesso, mentre tutti gli autovelox piazzati solo per fare cassa e non per migliorare la sicurezza stradale andrebbero eliminati.

Fonte: www.sicurauto.it

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