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T.Red di Segrate. Assolti Sindaco e Comandante

Nessuna associazione per delinquere, nessun abuso d’ufficio e, per quanto riguarda i pubblici funzionari, nessuna turbativa d’asta. È una sentenza che nel suo piccolo farà storia quella emessa oggi in primo grado dalla quarta sezione penale del tribunale di Milano presieduta da Marco Tremolada. Una sentenza che manda assolti, a seconda dei capi di imputazione perché il fatto non sussiste o perché non costituisce reato, il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, accusato di abuso di ufficio, il comandante della Polizia locale, Lorenzo Giona, e un funzionario dello stesso corpo, Dario Zanchetta, accusati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio, e gli imprenditori attivi nella distribuzione di apparecchiature per il controllo del traffico Simone Zari, titolare della Centro Servizi di Larciano (PT), e Antonino Tysserand, titolare della Tecnologie per il traffico e della Tecnotraffico di Grotte di Castro (Viterbo), accusati di associazione per delinquere, turbativa d’asta e abuso d’ufficio.

Turbativa d’asta. Condanna a quattro anni per turbativa d’asta, invece, per Raoul Cairoli, l’ex patron della CiTiEsse, la ditta che all’epoca dei fatti distribuiva in esclusiva il T-Red prodotto dalla Kria di Desio e a un anno, per lo stesso reato, per Giuseppe Astorri, direttore commerciale della Scae, la società di Segrate (MI) che si era aggiudicata l’appalto facendo un’offerta migliore della sua fornitrice, la CiTiEsse, alla quale però versava l’80% di quanto incassava dal comune. Assoluzione per entrambi, invece, per quanto riguarda gli altri due capi d’imputazione che erano stati loro ascritti, l’associazione per delinquere e l’abuso d’ufficio.

La richiesta del Pm. Il collegio giudicante, dopo poco più due ore di camera di consiglio, ha dunque respinto quasi tutte le richieste del pubblico ministero Alfredo Robledo che, come vi avevamo raccontato a suo tempo, il 16 ottobre scorso, durante la sua requisitoria, aveva chiesto cinque anni di reclusione per Cairoli, un anno e sei mesi per Giona, un anno per Alessandrini e Zanchetta, quattro anni per Zari, tre anni per Tysserand.

Sconfitti anche gli automobilisti. Una sconfitta, quella della pubblica accusa, che ha trascinato con sé anche i circa 150 multati che si erano costituiti parte civile e per i quali l’avvocata Francesca Fuso aveva chiesto un risarcimento di duemila euro a testa. Tra 15 giorni si potranno leggere le motivazioni della sentenza. Dopodiché la palla tornerà nel campo della pubblica accusa. Spetterà soprattutto alla procura di Milano, infatti, decidere se presentare appello. Appello che, prescrizione permettendo, hanno già preannunciato i legali di Cairoli e Astorri.

Fonte: www.quattroruote.it

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